La promessa di Berlusconi a Bossi: Due ministeri a Milano

La campagna elettorale a Milano continua senza sosta. Dopo l’exploit televisivo del premier, che due giorni fa ha invaso il piccolo schermo per firmare mini comizi elettorali a sostegno di Lettieri e della Moratti, anche il leader del Carroccio, Umberto Bossi, appare impegnatissimo a suffragare la causa del sindaco uscente che a Milano si gioca una partita importantissima.  Intercettato ieri da Il Fatto Quotidiano, il Senatur ha salmodiato la necessità di ribaltare i risultati decretati dal primo turno di votazione per evitare che la citta meneghina possa trasformarsi in una “grande Zingaropoli“. E per convincere i militanti più disincantati e riottosi, il numero uno della Lega ha annunciato il trasferimento di due ministeri a Milano.

No a Zingaropoli – “La gente ha dimenticato l’abc della politica. Se si è messa a votare la sinistra estrema a Milano vuol dire che davvero tutta questa zona a nord della Lombardia rischia di diventare terra di clandestini, una grande Zingaropoli“. Umberto Bossi non ha dubbi: se Giuliano Pisapia dovesse confermare il suo vantaggio anche al secondo turno, il capoluogo lombardo diventerebbe l’avamposto di immigrati e clandestini, attratti dalla possibilità – a suo dire – di costruire tendopoli senza alcuna difficoltà. Un’eventualità che, nella logica dei padani, va assolutamente scongiurata e che ha spinto tutta la dirigenza del partito (ma non solo) a mobilitarsi ancora più convintamente in questo rush elettorale finale.

La riconoscenza al premier – E a chi gli ha fatto notare che molti elettori leghisti hanno espressamente detto di sopportare a fatica l‘intesa con il Cavaliere e chiedono anzi di cambiare passo: “Secondo me lo chiede qualcuno disinformato – ha replicato il ministro per le Riforme – senza i voti di Berlusconi noi non avremmo fatto il federalismo fiscale, cioè non avremmo potuto ridurre il costo dello Stato e quindi tagliare le tasse. Adesso Tremonti – ha ribadito il capo delle camicie verdi – potrà finalmente tagliare le tasse perché è passato il federalismo fiscale”.

Ministeri a Milano – Non solo: per Umberto Bossi la via del decentramento è stata appena imboccata e porterà con sé risultati insperati: “I miracoli continuano ancora – ha ripreso il Senatur – perché la Lega porterà due ministeri a Milano, stiamo cambiando profondamente il centralismo”. Una promessa che, con ogni probabilità, il presidente del Consiglio ha consegnato all’alleato di ferro nel corso del loro ultimo faccia a faccia per rinverdire un’intesa provata dalla debacle elettorale milanese del primo turno. Incalzato, infine, sui  ministeri che potrebbero presto cambiare indirizzo: “Penso il mio – ha risposto Bossi – quello di Calderoli e probabilmente anche Tremonti“. Una triade pericolosa. Soprattutto per il premier.

Maria Saporito