Pedofilia, scritte contro don Seppia. L’avvocato: Ricorreremo al Riesame

Ignoti sono tornati nella notte a inveire contro don Riccardo Seppia, l’ex prete, presunto pedofilo, arrestato con l’accusa di aver abusato sessualmente di ragazzini e di avere ceduto loro dosi di cocaina per convincerli a cedere alle sue avances. Per mostrare il proprio sdegno davanti alle rivelazioni che in questi giorni hanno sconvolto l’intera comunità di Sestri Ponente, località in provincia di Genova, hanno deciso, così come era accaduto in settimana, di imbrattare la facciata della chiesa del Santo Spirito, quella in cui fino a poco tempo fa don Riccardo Seppia diceva messa davanti ai propri parrocchiani. Ignari.

Fedeli combattuti – Le scritte sono state effettuate con l’utilizzo di vernice spray di colore blu. Scritte forti, dirette contro l’ex parroco e atte a ricordare che l’innocenza è sacra.
Da una parte dell’ingresso si leggeva ‘Infame di m…, infame bastardo‘, mentre nell’altra ‘I bambini non si toccano‘.
Le invettive sono state prontamente cancellate, ma sono state comunque visibili per un tempo sufficiente per essere incrociati dagli sguardi di tutti coloro che oggi hanno scelto – qualcuno per abitudine, qualcuno per un significato ben preciso – di partecipare alla funzione religiosa della domenica mattina.
Il Tgcom ha riportato alcuni dei commenti dei fedeli presenti alla messa: “Ma vi sembra possibile tutto questo? – ha dichiarato un parrocchiano – La nostra comunità è ferita e questi insulti non ci fanno certo piacere“. A fargli da eco, le parole di una donna che ha ribadito come ciò che è accaduto non deve macchiare l’immagine di coloro che forse hanno avuto soltanto la colpa di fidarsi di qualcuno che appariva come un prete irreprensibile: “Perché non li vanno a scrivere davanti al carcere, dove è detenuto? Noi cosa c’entriamo con tutto questo?“.
Intanto un’agenzia Ansa ha riferito che il legale di Riccardo Seppia, l’avvocato Paolo Bonanni, ha comunicato che “presenterà ricorso al Tribunale del Riesame, per conoscere tutte le carte dell’inchiesta“.

Foto: Insulti nella chiesta di Santo Spirito (Newsmediaset).

S. O.