Capaci, navi legalità: contro la mafia e per ricordare Giovanni Falcone

La Sicilia è un’isola e dunque quale modo migliore per mostrare la vicinanza alle sue popolazioni, portando dietro sé un carico di speranza e voglia di cambiamento, se non quello di arrivare in nave?
Sono sbarcati questa mattina a Palermo i due traghetti della legalità partiti ieri da Civitavecchia e Napoli, con a bordo centinaia di studenti provenienti da tutta Italia, che hanno raggiunto la costa siciliana per ricordare il 19° anniversario della strage di Capaci, dove morirono Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti di scorta Vito Schifani, Antonio Montinaro e Rocco Di Cillo.

Striscioni – A giungere a Palermo sono state ben sessantacinque delegazioni provenienti da altrettanti istituti scolastici, la maggior parte dei quali di secondo grado. Sulla nave partita da Civitavecchia, anche il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso che ieri, al momento della partenza, ha ricordato: “Nell’anniversario dell’Unità d’Italia dobbiamo essere tutti uniti e come un’armata di pace conquistare la Sicilia“.
I giovani sono arrivati a Palermo con un carico fatto non solo di speranza ideale ma anche di slogan e striscioni concreti, parole scritte e ben visibili mostrate da chi vuole condurre la propria vita a testa alta, senza vivere nella paura e nella rassegnazione. Questi alcuni dei messaggi riportati sui cartelli: “Mettiamola ai voti: Falcone 10, Borsellino 10, mafia non classificata”, “Caro Giovanni le tue idee camminano sulle nostre gambe“, “Grazie Falcone, ora tocca a noi”, “La mafia uccide con il silenzio“.
Studenti abruzzesi hanno trovato il modo di auspicare che la calamità che ha colpito nel 2009 il loro capoluogo non diventi terreno fertile per far attecchire gli interessi di Cosa Nostra: “Ricostruiamo L’Aquila senza la mafia“.

Simone Olivelli