Gli inglesi scaricano Di Canio: E’ fascista, non può allenare

Di Canio fascista, non può allenare. La cittadina di Swindon, piccolo sobborgo dalla lunga storia operaia a circa 130 chilometri da Londra, dichiara guerra a Paolo Di Canio, l’ex laziale ingaggiato come allenatore dello Swindon Town, formazione appena retrocessa in League Two, la quarta divisione inglese. Se in Italia la simpatia dell’ex calciatore verso il fascismo è motivo dell’innocua critica di qualche cronista e dell’entusiasmo dei suoi fan più “neri”, oltre che biancocelesti, in Inghilterra sembra che le cose vadano in maniera decisamente diversa. E la nota fede politica di Di Canio rischia di mettere in serio pericolo la sua carriera di allenatore Oltremanica. Diversi sponsor della squadra britannica hanno, infatti, ritirato i loro finanziamenti perché non accettano che il team sia allenato da un coach dichiaratamente “fascista”.

Mai i nostri soldi a un fascista. Il sindacato Gmb Union, che raccoglie 600.000 iscritti e che da sempre persegue una politica antifascista, ha tagliato il finanziamento di 4.000 sterline che ogni stagione versava per sostenere lo Swindon Town. “Abbiamo deciso di non sponsorizzare più lo Swindow Town Football Club. Non rinnoveremo il nostro accordo con loro, perché siamo un sindacato di lavoratori, non possiamo avere una relazione finanziaria con una squadra allenata da un fascista – ha spiegato al Daily Mail uno dei segretari, Andy Newman – Non abbiamo scelta. Purtroppo non c’è via di uscita”.

Dal premio Fair Play al saluto romano. Sono ancora ben impressi nella memoria degli inglesi i denti digrignati e la faccia rabbiosa di Paolo Di Canio mentre fa il saluto romano sotto la curva laziale al termine del derby vinto contro la Roma nel gennaio 2005 (foto in alto a sinistra). Una simpatia mai celata per Mussolini e per il fascismo che oscura persino il premio Fair Play della Fifa vinto nel 2000 dall’attaccante all’epoca schierato in campo dal West Ham, squadra inglese per l’appunto. In quell’occasione Di Canio ricevette addirittura una lettera ufficiale di encomio a firma di Joseph Blatter per aver fermato all’ultimo minuto il gioco durante la partita Everton-West Ham: l’attaccante, dopo aver visto il portiere avversario accasciato a terra, nonostante fosse diretto a rete, fermò il gioco e permise all’estremo difensore dell’Everton di essere soccorso. Un giocatore corretto, insomma, ma pur sempre un fascista.

Raffaele Emiliano