Ballarò, il desiderio di tornare a sorridere

ULTIMO AGGIORNAMENTO 8:00

Ballarò, momento cruciale – Non si era partiti male. Crozza calmo e sereno gioca con un pubblico particolarmente amico, Bersani ride sino alle lacrime con la frase “Oh ragazzi! Il maiale per diventar porchetta mica và dal parrucchiere” e La Russa, alla domanda se conosceva Lucashenko, ha mostrato una gigantografia del presidente biellorusso con sorriso sincero. Nonostante quindi il ballottaggio oramai imminente, il clima nello studio appariva pacifico e privo di inutili tensioni. Ma le apparenze purtroppo ingannano. Parte infatti il video che introduce l’argomento Milano, inizia il leader PD esponendo ancora una volta la cosiddetta “linea di principio del partito” e il ministro della difesa controbatte disegnando il candidato Pisapia come una figura che porterà solo e soltanto distruzione tra immigrati, moschee e comunismo. Storie di normale guerra elettorale, con gli esponenti politici pronti al tutto per tutto per accaparrarsi gli ultimi indecisi, non evitando anche particolari promesse impossibili nell’atto pratico e gridando ad alta voce: “Ora abbiamo capito i vostri problemi”, un risveglio collettivo che fa sorridere e poco più.

Forte crisi – Ma qui si parla di questioni davvero serie. La gente, come intelligentemente fa notare Stefano Menichin, direttore di “Europa”, si sta appassionando a questa campagna elettorale (nonostante vi sia stato un leggero calo di affluenza al voto). Tutto però dettato da una disperazione mescolata con sprazzi di nuove speranze verso i due canditati chiamati con ancora più forza a risolvere i problemi e a regalare non un futuro più roseo, ma un futuro vero e proprio. E’ di questi giorni la fotografia data dall’Istat che mostra una paese con una disoccupazione in crescita, ceto medio sempre più debole, giovani che non studiano e non lavorano. Un quadro sconfortate con l’economista Irene Tinagli brava a sottolinearlo più volte, segno che questa non è assolutamente la strada giusta e il burrone è sempre più vicino. E la polemica cresce assieme alla accuse, con i politici intenti ad apparire credibili e giusti davanti alla telecamera (La Russa ad un certo punto afferma di voler instaurare un rapporto anche con i cosiddetti “grillini”, i sostenitori del movimento cinque stelle).

Passione napoletana – Per chiudere in bellezza, si sposta l’attenzione sull’altra città ancora al bivio: Napoli. Un giro con entrambi gli esponenti delle due fazioni tra vizi, virtù e rifiuti della città partenopea. L’accoglienza sia per De Magistris che Lettieri è calorosa, segno che anche qui i cittadini chiedono una innovazione, un cambio di rotta per lasciare tutto questo male il più possibile lontano, perché la voglia vi è tutta sia nell’elettorato di destra sia in quello di sinistra. E alla fine è questo il messaggio che buca lo schermo, forse più di mille parole ad effetto. Il sorriso della gente, le critiche, gli applausi, i sogni per il domani. E una fiducia ancora una volta rinnovata verso quei simboli e nomi che, quando siederanno sulle ambite poltrone, non dovranno in nessun modo tradire la parola data. Perché l’Italia è ferma economicamente ma non nell’animo, vuole crescere, stupire, rialzare la testa. Quindi dategliela questa possibilità. Per favore. 

Riccardo Cangini