Inter, Pazzini: “La verità? La Samp mi ha cacciato”

Inter, Pazzini – È un Giampaolo Pazzini col dente avvelenato quello che rilascia un’intervista rivelatrice a La Stampa: l’attaccante dell’Inter, deciso a conquistare il suo primo trofeo domenica sera contro il Palermo nella finale di Coppa Italia così da non dover essere più chiamato “mister zero titoli” dai compagni, ha avuto modo di dissipare la nebbia sul suo trasferimento dalla Sampdoria.

L’anno dei misteri – Che nell’ambiente doriano quest’anno ci fossero stati sotterfugi e misteri irrisolti ce l’avevano fatto capire sin da subito prima Antonio Cassano, costretto a lasciare la Sampdoria dopo un ingegnoso piano made in Garrone per far sbottare il gioiello di Bari vecchia, e dopo Sergio Gasparin, direttore generale che durante la sua conferenza d’addio lanciò una rapida e tagliente frecciata alla dirigenza dichiarando “Cassano? Non ha mai dato problemi”. Il trasferimento di Pazzini è stato sicuramente il culmine, la punta dell’iceberg, della malagurata gestione doriana, senza ovviamente dimenticare la cessione di Guido Marilungo all’Atalanta per 5 milioni di euro: l’ex attaccante del Lecce ha ricambiato l’affetto degli orobici con un’ottima prodezza balistica sabato scorso in campionato.

La confessione di Pazzini – La verità, come la chiama giustamente Pazzini, risiede nel modo in cui l’attaccante di Pescia sia stato scaricato: stava per rinnovare il contratto con la Sampdoria, ma Garrone si rendeva irraggiungibile e sempre sfuggente, oggi per un motivo, domani per un altro. Ecco che quindi il 4 gennaio, nemmeno troppo tardi dall’accordo di Cassano col Milan, la cui ufficialità arrivò solo il 2 gennaio, venne data istruzione al procuratore di Pazzini di trovare una nuova sistemazione per il suo assistito: giunse l’Inter e la dirigenza votò a maggioranza. Due voti contro, gli altri a favore. Non sapremo mai chi furono i due contrari, ma di sicuro sappiamo che l’affare più magistralmente, per essere ironici, chiuso dal dottor Antonio Guastoni, subentrato a Gasperin e già segretario della ERG e della Sampdoria Holding, oltre che piccolo azionista dell’Inter.

Insomma se pensavate che solo Batman avesse a che vedere con Duefacce avete sbagliato: la Sampdoria quest’anno è stata capace di mostrare così tante facce che anche Giano Bifronte si sarebbe confuso guardandola.

Mario Petillo