Yara, allestita camera ardente a Brembate. Sabato il funerale

A quasi tre mesi esatti dal ritrovamento del cadavere e a sei dalla scomparsa, Yara Gambirasio è tornata a Brembate di Sopra. La salma della ragazzina, di cui si persero le tracce la sera dello scorso 26 novembre mentre usciva dalla palestra, è stato accolto nel paesino bergamasco dove verrà allestita la camera ardente.
Nella giornata di oggi potranno accostarsi al feretro soltanto gli amici e i parenti della vittima, mentre da domani chiunque volesse potrebbe rendere omaggio alla tredicenne.
Si svolgeranno, invece, sabato i funerali: la funzione, come già annunciato negli scorsi giorni dal sindaco Diego Locatelli, avrà luogo all’interno della struttura sportiva in cui Yara praticava la ginnastica ritmica.

Indagini – La scelta di ritardare la consegna del corpo alla famiglia è stata motivata dagli inquirenti con la volontà di accertare, fino in fondo, la possibile presenza di indizi, addosso al cadavere, che potessero facilitare il lavoro delle forze dell’ordine. Le perizie autoptiche sono state condotte dall’equipe di medici legali coordinata dall’anatomopatologo Cristina Cattaneo.
Per il resto, il lavoro degli investigatori rimane sospeso tra gli elementi che si hanno in mano da mesi e i punti interrogativi che continuano a gravare su questo giallo che sembra davvero senza soluzione.
Il pensiero va alle tracce genetiche ritrovate sui guanti della vittima, dna appartenenti a un uomo e una donna ma le cui identità a oggi non sono state scoperte. Poi ci sono anche le numerose testimonianze di coloro che hanno raccontato in tempi diversi di aver visto Yara uscire dalla palestra ed essere avvicinata da due uomini, ma anche la vicenda riguardante il furgone bianco, le tracce percepite dai cani molecolari nei pressi del cantiere di Mapello, le numerose lettere anonime.
Questi sono solo alcuni pezzi di un puzzle che pare non avere logica, nonostante nessuno pare abbia intenzione di arrendersi.

S. O.