Berlusconi ci ricasca con la Bindi: L’avrei aiutata come ho fatto con Ruby

ULTIMO AGGIORNAMENTO 7:23

Per convincere gli elettori che ai ballottaggi potrebbero fare la differenza, il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha (ben)pensato di far ricorso alla sua verve irresistibile. Ospite ieri sera di Porta a porta, il premier ha consegnato ai telespettatori l’ennesima boutade per scrollarsi di dosso le accuse che gli sono state mosse in riferimento al caso Ruby. “Sono una persona che soccorre chi è in pericolo – ha spiegato il Cavaliere – L’avrei fatto anche con Rosy Bindi“. Un’uscita di spirito con cui il presidente del Consiglio ha tentato di alleggerire la portata di una vicenda giudiziaria che rischia di danneggiarlo seriamente e che – come prevedibile – non ha fatto sorridere la diretta interessata. “Essere coinvolta nelle sue menzogne e usata per giustificare i suoi comportamenti illeciti – ha tuonato la presidente del Pd – è davvero troppo”.

Il Cavaliere e la Bindi Roberto Benigni, in un’indimenticabile partecipazione all’ultimo Festival di Sanremo, la interpretò così: “Rosy, tu gli garbi. Parla sempre di te”. La Rosy in questione era ovviamente la Bindi, ripetutamente chiamata in ballo dal presidente del Consiglio in storielle e barzellette di dubbia eleganza da propinare alle platee più disparate. Un riferimento costante, quasi un chiodo fisso, che  secondo il regista toscano andava letto come un’ossessione. Un’attenzione ingovernabile che il Cavaliere destinava alla dirigente del Pd perché vinto da un desiderio inconfessato. Sia come sia, che il Cavaliere ami “speziare” le sue barzellette citando di sovente l’avversaria politica, è fatto unanimemente riconosciuto. Così come è notorio che il premier non disdegni di fa riferimento alla scarsa avvenenza fisica della democratica per strappare al suo pubblico (spesso solo una manciata di sostenitori intercettati per strada) una risata ancora più grassa.

Il soccorso bipartisan – Lo ha fatto anche ieri sera, quando – ospite di Porta a porta su Rai1 – ha scelto di affrontare così il tema spinoso del Rubygate. “Io sono una persona che soccorre le persone in pericolo – ha detto Berlusconi – L’avrei fatto anche con Rosy Bindi. E’ tutto regolarissimo e non mi sono pentito di aver fatto quella telefonata. E’ una montatura totale”. Non solo: “Ora telefono al nuovo governo egiziano – ha ripreso il premier insistendo sul registro goliardico – perché stanno trattando troppo male Mubarak e per chiedere la sua scarcerazione assumendo che è lo zio di Ruby“.

Bindi: Non ha più nulla da dire – Immediata la reazione della presidente del Pd, insolentita dalle continue battute con cui il Cavaliere ama stemperare la gravità di faccende serissime. Soprattutto quando hanno per protagonista proprio lei: “Non è stato gradevole ricevere le sue offese in diretta televisiva – ha detto Rosy Bindi – né entrare nelle sue barzellette blasfeme (l’arcinota bestemmia graziata da alcune eminenti personalità ecclesiastiche che invitarono a ‘contestualizzare’, ndr) . Ma essere coinvolta nelle sue menzogne e usata per giustificare i suoi comportamenti illeciti è troppo! Berlusconi dovrebbe aver imparato che i suoi insulti e le sue bugie – ha continuato l’esponente del Pd – procurano più danni a lui che a coloro a cui sono indirizzati. E ancora una volta, stasera – ha concluso la Bindi – abbiamo visto che non ha più nulla di serio e importante da dire agli italiani”.

Maria Saporito

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