Milano, Celentano scrive a Grillo: Vota Pisapia

Caro Beppe, tu non hai certo bisogno della Moratti se malauguratamente vincesse, ma di Pisapia hai bisogno eccome. Tu sei troppo intelligente per non capirlo. Pisapia è la chiave d’accesso a quella svolta che tu hai iniziato tanto tempo fa. Non puoi quindi precluderti i diversi lasciapassare che con chiunque altro (data la trasparenza del tuo programma) sarebbero bloccati. Vorrei che tu per un attimo passassi in rassegna i volti di coloro con i quali avresti a che fare, nel caso accadesse che i milanesi fossero presi da un nuovo colpo di sonno”. Intervistato da ‘l’Espresso‘, in edicola domani, Adriano Celentano cerca di convincere Grillo a cambiare idea e a sostenere al ballottaggio il candidato sindaco per il centrosinistra. “Pisapia – spiega Celentano – è l’unico sindaco che abbia la faccia da bambino. Dice cose importanti, però con l’entusiasmo di quel bambino che in lui non è mai morto. Ha la capacità di risvegliare la creatura da troppo tempo anestetizzata nell’animo dei milanesi. Una caratteristica che non ha certo la Moratti e che purtroppo mancava da 15 o 20 sindaci fa”. “Quasi vent’anni di berlusconismo – continua il Molleggiato – hanno senz’altro agevolato la sete di cambiamento che da qualche anno a questa parte pulsa nei milanesi”.
Il rischio di una vittoria del centrodestra. Per capire il pericolo che potrebbe nascondersi dietro una eventuale vittoria di Letizia Moratti, sottolinea Celentano, “basta guardare con quale arroganza gli Assatanati di Berlusconi stanno occupando tutte le reti televisive tranne una che per fortuna si distingue, La7 di Mentana“. Il cantautore confessa, dnque, di aver votato Berlusconi nel ’94, ma subito si giustifica: “Vedevo in lui un qualcosa di diverso pur se non del tutto decifrabile. Però anch’io, come tanti credo, fui preso all’amo da un’affabilità giocosa e simpatica, quindi lo votai se non altro per cambiare. Ma subito mi accorsi che il suo modo di pensare era distante anni luce dal mio“.

Qualche parola sul referendum. “Potrebbe sembrare un’esagerazione, ma è una questione di vita o di morte. Il 12 e 13 giugno – conclude il Molleggiato – bisogna assolutamente andare a votare contro l’assurdità delle centrali nucleari e quindi contro l’ottusità di quei governi che, come il nostro, sono invece favorevoli a dar vita a delle macchine infernali che prima o poi ci uccideranno“.

R. E.