Arriva l’extraterrestre Paul con la voce di Elio

Elio e Paul – Paul è sboccato, irriverente, politically incorrect, sembra un alieno infatti viene da un’altra galassia: e Paul è atterrato sulla Terra, per caso, rimanendo qui per circa sessant’anni, durante i quali la specie umana lo ha interrogato nel dettaglio sulla sua specie. Ora la sua presenza non è più indispensabile e gli scienziati vorrebbero sezionarne il cervello per studiarlo da vicino. Quindi forse è giunto il momento di ritornare a casa. Il piccolo alieno che fuma sigarette, che diventa invisibile quando trattiene il fiato e che dona vita con il semplice tocco delle mani, una volta fuggito dall’Area 51, si imbatte in due ragazzini goffi ed impacciati che vengono definiti negli States “nerd”, Graeme Willy (Simon Pegg) e Clive Gollings (Nick Frost), amanti all’inverosimile della fantascienza. I due ragazzi aiuteranno Paul a salire sulla sua astronave. I toni sono quelli della commedia con un po’ di E.T. . Nel film omonimo infatti, nelle sale dal 1 giugno Paul afferma: “Sono stato io a dare dei suggerimenti a Spielberg, anche X-File è nato da una mia idea”, dice). La voce all’extraterrestre è di Elio, cantante del gruppo Elio e le storie tese, che ritorna al doppiaggio dopo l’esperienza con i cartoon Terkel in Trouble e Beavis and Butt-head.

Elio l’alieno – Elio che da sempre si è sentito un po’ alieno ed è stato scelto per doppiare Paul perché ci sono dei punti di contatto con lui: come aspetto fisico, scherzandoci su, sono più o meno simili e come personalità sono accomunati dal senso dell’umorismo e il pragmatismo”. Anche per il fatto di essere “politicamente scorretti”? Elio afferma: “Sì, ma oggi cosa vuol dire politicamente scorretto? La realtà ha superato di gran lunga la fantasia. Berlusconi quando manda a quel paese tutti non è politicamente corretto, per molti però è considerato corretto. Potrei perdonarlo solo se a muovere la sua bocca ci fosse un alieno. Forse gli alieni potrebbero salvarci da Berlusconi”. E chi salverà la “sua” Milano? Beh se i milanesi riuscissero a far vincere Pisapia sarebbero gli alieni che li salvano. Milano ormai è una città in disfacimento, ma sarebbe ingiusto attribuire le responsabilità solo all’attuale amministrazione, forse va cercata anche nel passato anche ad Albertini”.

Elio il doppiatore – Nei panni di doppiatore si sente spaesato, come quando fa qualcosa di estraneo al suo lavoro. Non essendo un doppiatore e ammiro chi fa questo mestiere… Doppiare è un po’ come incidere un disco, si è soli in sala d’incisione e non sai se il tuo lavoro piacerà al pubblico, così ti confronti con chi hai intorno. Chi lo seguiva diceva che era divertente. Allora si è convinto che poteva farcela! Recitare in teatro è stata una delle esperienze più belle della mia vita, ma anche la più stressante, vorrei campare fino a 98 anni quindi questa rimarrà la mia prima e ultima apparizione teatrale. Mentre un film glielo hanno proposto ma non è ancora capitato il progetto giusto. La fantascienza poi è uno dei generi preferiti da Elio: difatti, quando aveva tempo, leggeva Asimov e Philip Dick e vedeva numerosissimi film; il suo preferito è Blade Runner. E il prossimo anno lo si vedrà in tv? Non si sa ancora se andrà in onda “Parla con me” sempre su Raitre e ridendo dice che con quei bolscevichi non si sa come andrà a finire…E non sa neanche se rifarà X-Factor? Non sa nulla, non lo hanno ancora contattato, sa solo che si vedrà su Sky. E a Sanremo, lo si rivedrà Elio? Non crede per andare a cantare ma gli piacerebbe presentarlo: il loro Dopofestival è stato considerato il migliore di tutti, infatti poi non è stato più programmato per evitare il confronto. Seguirebbe la medesima linea, quella delle idee originali perché il mondo cambia e deve cambiare anche il festival di Sanremo! Parola di Elio…

Maria Luisa L. Fortuna