Bossi: Berlusconi è nervoso, vuole abbassare le tasse

Che l’aria a Milano sia tutt’altro che buona per Letizia Moratti, Umberto Bossi lo ha capito da tempo. Forse anche per questo il leader del Carroccio ha preferito disertare ieri sera la tappa finale della campagna elettorale del sindaco uscente (segnata tra l’altro dal clamoroso forfait di Gigi D’Alessio) per riparare a Viadana (Mantova). Qui il Senatur ha parlato del “nervosismo” del premier, della volontà di insistere sul decentramento e della possibilità di cambiare la legge elettorale. Un’eventualità che però, ha precisato il ministro, non si pone al momento tra le priorità da affrontare. E incalzato sulle chance della signora Moratti: “Speriamo di riprenderci”, ha dichiarato il numero uno delle camicie verdi.

Il Cavaliere nervoso – Alla piazza milanese radunata ieri sera da Letizia Moratti, Umberto Bossi ha preferito quella di Viadana. E’ qui, infatti, che il leader della Lega è arrivato in serata per presenziare al comizio elettorale in vista del ballottaggio di domenica prossima, subodorando – forse – in quei di Milano una debacle talmente clamorosa da non volerci più mettere la faccia. Sia come sia, il Senatur non ha mancato di fornire la sua istantanea sugli ultimi accadimenti, intrattenendosi anche sulla battuta pronunciata da Silvio Berlusconi qualche sera fa nel salotto televisivo di Vespa: “Chi vota a sinistra è senza cervello”. “Berlusconi ne dice – è stato il commento dell’alleato padano – è troppo nervoso. Ognuno vota quel che vuole”.

Le tasse da abbassare – E sui motivi del nervosismo del premier, il leader del Carroccio ha fornito ulteriori informazioni: “Ha le mani legate sulle tasse – ha spiegato – Berlusconi vorrebbe ridurle, lo chiede sempre a Tremonti e Tremonti è spaventato, perché nessuno vuole percorrere la strada della Grecia e in più l’Europa non vuole che si abbassino fino al pareggio di bilancio. Entrando in Europa – ha continuato Bossi – ci siamo messi in un pasticcio, nonostante la buona volontà di Berlusconi non si può abbassare le tasse e allora si è dovuti passare al federalismo fiscale, che abbatte i costi dello Stato e permette di abbassare la pressione fiscale”.

Il trasloco dei dicasteri – Ma dopo la carota è arrivato il bastone: “Non abbiamo fatto una retromarcia sul decentramento – ha assicurato Bossi ai militanti di Viadana – i ministeri prima o dopo arriveranno qui al Nord. Il rinvio della discussione è stato deciso per non fare pasticci in campagna elettorale, ma il decentramento dei ministeri si farà. Lo hanno fatto in Inghilterra e in Francia, che è lo Stato più centralista che c’è – ha precisato il numero uno del Carroccio – e noi non dovremmo farlo. Noi siamo i più pirla? No, non ci stiamo a pagare e tacere”.

L’opposizione in stand by – E i rumors sulla legge elettorale, secondo i quali la Lega starebbe trattando con l’opposizione per riformare il sistema di votazione? “Adesso non abbiamo tempo per pensare a queste cose – ha tagliato corto il ministro per le Riforme – L’ipotesi del ritorno al proporzionale di cui si parla in questi giorni é inventato da voi giornalisti, che non sapete cosa scrivere. Per me è meglio lasciarla così la legge elettorale, tanto vince sempre chi è più amato dalla gente, inutile farci illusioni. Per adesso non vedo la possibilità di aderire a una proposta dell’opposizione – ha continuato Bossi – A meno che le opposizioni non ci diano qualche vantaggio, perché loro vogliono solo vantaggi, e svantaggi per gli altri. Così non va bene”.

Letizia senza speranze? – Laconico, infine, il suo giudizio sulla situazione milanese: “Già lei non è una che va molto in mezzo alla gente – ha detto il leghista riferendosi a Letizia Moratti – però speriamo di riprenderci“. Ma il primo a non crederci sembra essere proprio lui.

Maria Saporito