Napoli: in fiamme il comitato elettorale di Lettieri

La campagna elettorale a Napoli si avvia verso la sua conclusione nel peggiore dei modi. Un incendio (presumibilmente doloso) è stato infatti appiccato la scorsa notte nel comitato elettorale del candidato sindaco di centrodestra, Gianni Lettieri. Le fiamme non hanno fortunatamente procurato danni a persone, ma hanno distrutto tutto il materiale contenuto nel seminterrato di via Partenope: volantini, manifesti, gazebo. Informato di quanto accaduto, Lettieri non ha mancato di alzare il tiro attribuendo all’avversario De Magistris la “responsabilità morale” dell’incidente, ma l’ex togato ha respinto le insinuazioni, auspicando una veloce risoluzione del caso da parte delle forze dell’ordine e della magistratura.

In fiamme il comitato di Lettieri – Ad accorgersene per primo è stato il portiere dello stabile di via Partenope che, con un estintore, ha tentato di domare le fiamme sviluppatesi all’interno del seminterrato. Nel locale si trovava, in grande quantità, il materiale elettorale di Gianni Lettieri: colonne di volantini, manifesti e 46 gazebo che avrebbero dovuto essere montati questo pomeriggio per il comizio elettorale finale in piazza Plebiscito. Tutto distrutto. I razzi bengala esplosi e le tracce di benzina rinvenute sul posto dai vigili del fuoco non sembrano lasciare dubbi: l’incendio è stato volontariamente appiccato ed è dunque di natura dolosa.

L’accusa di Lettieri – La buona notizia è che nessuna persona è stata coinvolta nell’incidente, se si eccettua la leggera intossicazione del portiere, ma all’aspirante sindaco Lettieri e tutto il suo staff la vicenda ha procurato un trauma non indifferente. Tanto che, in piena notte, dopo aver raggiunto fisicamente il comitato elettorale danneggiato, Lettieri non ha mancato di fornire la sua piccata valutazione: “Considero Luigi De Magistris – ha detto – moralmente responsabile degli episodi di violenza che dal 15 aprile in poi si sono susseguiti nei miei confronti e dei miei collaboratori, da ultimo l’incendio appiccato ai locali del mio comitato elettorale. Siamo tornati agli anni di piombo“.

La replica di De Magistris – E ancora: “Addebito a De Magistris – ha insistito il candidato del Pdl – la responsabilità di non aver mai preso le distanze dai numerosi episodi di violenza che hanno contrassegnato la campagna elettorale”. Parole severissime, che non potevano non suscitare la reazione dell’avversario. “Nel respingere sempre e comunque ogni forma di violenza, anche se di natura strumentale – ha replicato Luigi De Magistris – la mia storia di magistrato che ha sempre contrastato ogni forma di violenza e di deviazione occulta anche all’interno delle istituzioni mi consente di andare a testa alta e di respingere ogni insinuazione sulla responsabilità di un clima di violenza che non ha mai caratterizzato la nostra campagna elettorale”.

Finale col botto – “Mi auguro che la magistratura faccia piena luce su questo episodio – ha continuato il dipietrista – su paventati ritorni ad anni di piombo inesistenti e su aggressioni inventate, in modo tale da evitare che si possa inquinare una straordinaria campagna elettorale che sta portando a una svolta storica e alla mia vittoria in questa città”.

Maria Saporito