Home Esteri: Ultime notizie dal Mondo Serbia: catturato il boia di Srebrenica. Mladic in cella a Belgrado

Serbia: catturato il boia di Srebrenica. Mladic in cella a Belgrado

Si chiude una pagina molto difficile della nostra storia e si aprono le porte dell’Ue”. L’epilogo sta tutto nelle parole del presidente serbo Boris Tadic. Parole con le quali un Paese chiude per sempre una dolorosa parentesi del suo passato e prova a guardare ad una prospettiva nuova. Quella di entrare in Europa dopo aver pagato fino all’ultimo il prezzo della dittatura. L’arresto di oggi del boia di Srebrenica Ratko Mladic è tutto questo. Il sollievo di molti e la rabbia di alcuni. Come quella decina di estremisti di destra che a Belgrado hanno manifestato contro l’arresto di uno dei loro rimpianti leader.

La fuga di Mladic è durata quindici anni, e si è fermata a  ricercato per crimini contro l’umanità commessi quando era a capo dei militari serbo – bosniaci. Migliaia (ottomila) i morti, e migliaia le donne violentate durante l’inferno che consumò i Balcani negli anni ’90. Adesso il militare (attualmente rinchiuso in una cella di fronte al tribunale di Belgrado) dovrà rispondere dei suoi reati davanti al tribunale per l’ex Jugoslava.

La cattura di Mladic – ha proseguito Tadic –  è il risultato della piena cooperazione delle forze di sicurezza serbe e del lavoro di ogni persona coinvolta in questa fase. Oggi chiudiamo un capitolo della nostra storia che riporterà riconciliazione nella regione. Adesso si apriranno le porte dell’Europa.” Una prospettiva sulla quale il governo serbo inizia a contarci. Significativo il fatto che l’arresto di Mladic sia arrivato proprio il giorno dopo alla pubblicazione delle prime indiscrezioni del rapporto del Tribunale Penale Internazionale (Tpi), fondamentale, secondo alcuni degli stato membri della Ue, per candidare la Serbia all’ingresso nell’Unione. Da quanto è filtrato dal rapporto, gli sforzi da parte della Serbia nella cattura dei suoi criminali di guerra, non sarebbero stati considerati sufficienti dal procuratore Serge Brammertz. Con la cattura di Mladic, una prima risposta è già arrivata.

Cristiano Marti