Fmi, Sarkozy fiducioso sulla candidatura di Cristine Lagarde. Rammarico sul caso Strauss-Kahn

A margine della conferenza stampa finale del G8 di Deauville il presidente francese Nicolas Sarkozy, intervistato sul caso Strauss-Kahn, ha dichiarato: “posso solo dire che abbiamo visto cose che non avremmo voluto vedere e abbiamo ascoltato cose che non avremmo voluto sentire” sull’ex direttore generale del Fmi, ma “non ho voluto e non voglio fare altri commenti”, aggiungendo soltanto che su Strauss-Kahn, che tutti pronosticavano come possibile avversario socialista di Sarkozy alle presidenziali del 2012, sono state avanzate “ipotesi estremamente scioccanti, ma questo non ha niente a che vedere con le opinioni politiche, con l’essere di destra o di sinistra. Questo scandalo non rappresenta la Francia”. Allo stesso tempo, Sarkozy si è mostrato molto fiducioso sulla candidatura europea di Christine Lagarde alla guida del Fondo monetario internazionale, sostenendo che è molto probabile che il presidente degli Stati Uniti Barack Obama sarà d’accordo sul nome del ministro francese e che non è di certi il G8 la sede in cui i paesi si mettono d’accordo su questo tipo di nomine, visto che il luogo in cui sarà presa la decisione è la sede dell’Fmi.

La posizione degli Usa. In vista della presentazione delle candidature, da completarsi entro il 10 giugno, Obama ha ribadito al G8 la posizione americana, cioè che gli Usa sono per un processo di selezione aperto.
I Paesi membri dell’Unione europea presenti a Deauville sembrano invece considerare scontata la designazione della responsabile delle Finanze francese Christine Lagarde alla guida del Fondo, soprattutto dopo l’appoggio arrivato dalla segretaria di Stato Usa Hillary Clinton, sebbene quest’ultima abbia sottolineato di parlare a titolo personale.

Spazio ai Paesi emergenti. Di converso, negli ambienti dell’Ue si prevede che uno dei posti di direttore generale aggiunto dell’Fmi potrebbe andare a un rappresentante dei Paesi emergenti, i cosiddetti Brics (Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica). Attualmente i direttori generali aggiunti sono tre: il vicario è lo statunitense John Lipsky, che ad agosto terminerà il suo mandato, mentre gli altri due sono un egiziano e un giapponese.

Il contenzioso con Tapie. Intanto la Lagarde, intervistata dalla Bbc, ha definito una “manovra politica” mirante ad indebolire la sua candidatura la possibile indagine che la Corte di giustizia della Repubblica potrebbe decidere di avviare nei suoi confronti proprio entro il 10 giugno per la pessima gestione di un contenzioso statale chiuso nel 2007 con il finanziere francese Bernard Tapie. A destare perplessità sull’operato del ministro transalpino potrebbero essere il costo dell’arbitrato, che si era chiuso con oltre 280 milioni di euro a favore di Tapie, e il fatto che la Lagarde non era ricorsa in appello contro la sentenza.

Marco Notari