La Giovane Danza D’Autore protagonista a Mestre con un doppio spettacolo

La danza contemporanea nuovamente protagonista al Teatro Momo di Mestre – Gli appuntamenti dedicati alle tendenze della danza contemporanea al Teatro Momo di Mestre si concluderanno sabato 28 maggio alle ore 21 con un doppio appuntamento che vedrà protagonisti Marco D’Agostin e la Compagnia Silvia Gribaudi, all’interno del programma dedicato alla Giovane Danza D’Autore.

Marco D’agostin presenterà Viola, con le musiche di Ryoij Ikeda. Il vincitore del Premio GD’A Veneto 2010 ha intitolato il suo lavoro come il colore viola, considerato il colore associato al doppio, alla transizione, alla volontà di essere diversi e della carica erotica. Un colore che unisce alla vitalità del rosso l’intimità del blu e dà vita ad una forza di tipo primitivo, violento ed istintivo. Cambiando un accento, Viola diventa anche vìola: il verbo violare per raccontare un andare oltre una soglia con un’azione di forza o illecita. Viola diventa quindi un percorso metaforico che due figure compiono sul palco, legate da una relazione di violenza. La prima è segnata dalla potenza di un’azione insofferente e rabbiosa, la seconda dalla leggerezza di un’azione sofferente e rinunciataria. D’Agostin presenta agli spettatori un ragionamento sulla soglia che si decide o meno di superare.

Il secondo spettacolo in programma è un’idea di Silvia Gribaudi: Wait, performance site specific in teatro. Sul palco Carla Marazzato, Elisa Dal Corso e Silvia Gribaudi, con la collaborazione di Samuele Gottardello che contribuisce con la voce. Wait è dedicato all’ascolto del tempo e alla diversità a confronto, scontro, relazione e unità. La continua rottura e frammentazione di immagini che attraversano mondi apparentemente distanti e portano alla luce figure umane femminili che nella loro diversità compongono una unità.
L’ideazione site specific crea un’interazione continua tra artisti, pubblico, quello che accade sul palco e lo spazio circostante. Loi spettacolo è stato elaborato per il progetto europeo Choreoroam.

Beatrice Pagan
(foto Marco Davolio)