“Le luci di settembre”: finalmente in Italia l’ultimo libro della trilogia di Zafón

È uscito solo da poche settimane ma Le luci di settembre (Mondadori, 276 pag. € 19,00) è già piombato alle alte vette delle classifiche di vendita. Sarà che con L’ombra del vento ed Il gioco dell’angelo Carlos Ruiz Zafón ha fatto breccia nel cuore dei lettori, che puntuali si presentano ad ogni “nuovo” appuntamento dello scrittore di Barcellona. Già, nuovo con le virgolette perché di fatto Le luci di settembre fu scritto nel 1995, terzo capitolo della “trilogia della nebbia” che comprende anche Il principe della nebbia ed Il palazzo della mezzanotte, quest’ultimo pubblicato da Mondatori nel 2010, mentre il primo uscì nel 2002 edito dalla SEI. Quindi dopo El príncipe de la niebla datato ’93 ed El palacio de la medianoche datato ’94, non poteva mancare Las Luces de Septiembre, così che anche i lettori italiani possano leggere la trilogia completa, in attesa di un’ultima fatica dell’autore che non risalga necessariamente a quindici anni fa.

La storia è ambientata nel 1937. Protagonista della vicenda è Simone Sauvelle, una donna che rimane vedova ed a causa dei moltissimi debiti lasciati dal marito decide di scappare da Parigi assieme ai figli Irene e Dorian. La destinazione è un piccolo paese sulla costa, dove trova impiego come governante presso Lazarus Jahn, celebre fabbricatore di giocattoli che vive nella faraonica residenza Cravenmoore con la moglie malata. Qui Simone riesce finalmente a trovare la tranquillità che auspicava. Lazarus è premuroso e gentile con lei ed i suoi figli. Irene, poi, si innamora di Ismael, il cugino della cuoca Hannah, e tutto sembra andare per il meglio. È l’uccisione di Hannah che irrompe violentemente nello scenario, consegnando l’intera casa nelle mani di una terribile ombra. Da qui inizia una vera e propria battaglia cui i due giovani saranno costretti a partecipare, muovendosi all’interno di un misterioso labirinto che li dirigerà verso l’enigma legato alla fabbrica di giocattoli. Luci, ombre, apparizioni inquietanti ed il graduale svolgersi di una partita a scacchi con l’oscurità che, attraverso il solito procedere mozzafiato che ha fatto la fortuna delle opere di Zafón, condurrà proprio all’ultimo verso la rivelazione finale.

Andrea Camillo