Ballottaggi, affluenza in calo: solo a Milano aumentano i votanti

E’ iniziata da cinque ore la battaglia definitiva tra i candidati di centrodestra e centrosinistra in corsa per le cariche di sindaco in più di cento comuni italiani e in sei province.
Se si esclude il caso della Sicilia dove è in corso il primo turno delle elezioni amministrative, nel resto delle regioni sono in corso i ballottaggi dopo gli esiti parziali di due settimane fa. In totale saranno circa sei milioni le persone che avranno il diritto di esprimere la propria preferenza. Ma gli occhi di tutti rimangono puntati sulle città di Milano e Napoli, dove chi vincerà avrà la possibilità non solo di guidare le amministrazioni locali ma anche di far pesare il proprio successo in campo nazionale, nonostante il tentativo da parte del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi – che fu il primo a rilanciare la posta dicendo che le amministrative sarebbero state la prova per testare la stabilità del Governo – di gettare acqua sul fuoco.
Se a Milano il confronto sarà tra Letizia Moratti, sindaco uscente, e l’esponente del centrosinistra Giuliano Pisapia, dipinto dagli avversari come un estremista; a Napoli, invece, a contendersi la vittoria saranno l’ex magistrato Luigi De Magistris e Gianni Lettieri, candidato del centrodestra.

Dati Viminale – Per tutti coloro che lo vorranno, sarà possibile votare fino alle ore 22 di oggi e domani dalle ore 7 alle ore 15. Dal Viminale, intanto, arrivano i dati sull’affluenza in queste prime quattro ore: rispetto al primo turno si registra un calo generale del 1,59%. Due settimane fa, la percentuale degli italiani che erano andati ai seggi era del 13,34%, mentre oggi è stato registrata una percentuale del 11,75.
Unica città che va controcorrente è Milano: il 15 maggio alle ore 12 avevano votato il 12,16% degli aventi diritto, mentre stamane il dato è già del 14,74, con un incremento del 2,58%.
Tanta la curiosità nel sapere se il maggior numero di elettori che hanno deciso di recarsi alle urne appartenga ai sostenitori del Premier, che avrebbero così risposto al suo appello per non lasciare la città in mano agli estremisti, oppure se la voglia di cambiamento professata da Giuliano Pisapia abbia contagiato chi quindici giorni fa si era esentato dall’esprimere una preferenza.

Simone Olivelli