Sarah, uccisa per l’eredità? Cosima invidiosa del passato di Concetta

La risposta alla domanda sul perché sia stata uccisa Sarah Scazzi, la quindicenne di Avetrana assassinata il 26 agosto dello scorso anno e per la cui morte sono in carcere gli zii, Michele Misseri e Cosima Serrano, e la cugina Sabrina, potrebbe non risiedere soltanto in un sentimento di gelosia collegato alle attenzioni che la ragazzina riusciva a ottenere, a dispetto di quanto non riuscisse a fare la ventitreenne arrestata, da Ivano Russo.
Nel giallo di Avetrana potrebbero aver avuto un ruolo anche i soldi e nello specifico una disputa sull’eredità. A sostenerlo è il gip Martino Rosati, che si è avvalso dei rilievi effettuati dalla Guardia di finanza e dai carabinieri del Ros, ma a far capire che possa esserci stato qualcosa in più delle rivalità in amore all’origine dell’omicidio è stata la stessa madre della vittima, Concetta Serrano, che come riportato da La Repubblica ha detto: “La storia di Ivano è troppo poco, non può essere soltanto quella. Io credo alla giustizia divina ma sono certa che l’altra giustizia, quella dei magistrati, debba ancora fare qualche passo per arrivare veramente alla verità: loro hanno tradito la mia bambina e dunque anche me. Ora vogliamo soltanto la verità“.

Sorelle con destini diversi – Secondo il gip Rosati, una chiave possibile di lettura della vicenda potrebbe pervenire dal passato della famiglia Serrano: Concetta e Cosima, pur essendo sorelle, ebbero una giovinezza diversa con prospettive future altrettanto divergenti. Il giudice per le indagini preliminari ha fatto notare come la mamma di Sarah fu data in adozione alla zia paterna, sposata con un uomo benestante, mentre la madre di Sabrina era rimasta in famiglia portando avanti una vita non agiata.
A tal proposito, Rosati, nell’ordinanza di custodia cautelare, ha scritto: “Tale adozione, pertanto, aveva determinato che, alla morte dei suoi genitori adottivi, Concetta ereditasse l’intero patrimonio (in quanto i due non ebbero altri figli, ndr), impedendo, con la sua presenza, la devoluzione quanto meno della quota legittima ai fratelli di Filomena Serrano e ai loro figli, tra cui anche Cosima“.
La motivazione del gip continua così: “Questa, a differenza di Concetta aveva avuto una vita nient’affatto agiata, trascorsa a lavorare nei campi e lontana dal marito immigrato. Peraltro, come se tanto già non bastasse, Concetta, in quanto pur sempre figlia dei suoi genitori naturali, alla morte di questi ultimi, aveva concorso con i propri fratelli alla suddivisione pure di tale asse ereditario, benché non avesse prestato alcuna assistenza alla loro madre, a differenza di quanto compiuto dalle altre sorelle”.
La conclusione del giudice Martino Rosati è quella che vede la possibilità per Cosima Serrano di aver individuato “nel rapporto tra Sarah e Sabrina rivedeva un film già visto e per lei molto doloroso: ossia la replica del suo rapporto con la sorella Concetta“.

S. O.