Cgia: Basta con gli scontrini. Le regole vengono rispettate

Basta con scontrini e ricevute fiscali.
È la Cgia di Mestre a richiederlo, pronta a sostenere l’inutilità di questi strumenti nati una trentina d’anni fa per combattere l’evasione fiscale.
Giuseppe Bortolussi, presidente dell’associazione, fa notare che “tra il 2001 e il 2007, l’80% dei controlli eseguiti dalla Guardia di finanza sulla loro emissione ha dato esito negativo. Vale a dire che baristi, fruttivendoli, idraulici, falegnami e commercianti, nonostante le periodiche campagne denigratorie che subiscono, li emettono regolarmente. Solo il 20% è incorso nelle sanzioni”.
Il presidente della Cgia, dopo aver ricordato che lo stesso ministro Tremonti è intervenuto contro “l’oppressione fiscale”, aggiunge che “con gli studi di settore a regime la valenza fiscale di questi strumenti non ha più senso, visto che i ricavi degli autonomi e le conseguenti imposte e tributi da versare sono stabiliti dall’amministrazione finanziaria”.

La posizione della Cgil.  “Gli scontrini e le fatture fiscali non hanno una grandissima funzione, ma in questo contesto sono ancora utili. Pertanto non condivido la loro abolizione. Si potrebbe però procedere seguendo il sistema spagnolo in base al quale l’Iva viene incassata direttamente dai grossisti. Un modo per rendere i controlli molto più semplici, visto che si tratta di fare verifiche solo su qualche decina di migliaia di posizioni, invece che su una platea vasta come quella dei dettaglianti. Talmente vasta che i controlli di fatto sono pochi. Ed è molto complicato fare verifiche fiscali anche sui servizi prestati da idraulici, falegnami e artigiani in genere”. Beniamino Lapadula, esperto fiscale della Cgil, non sembra particolarmente entusiasta della proposta dell’associazione mestrina.

I precedenti. Roberto Convenevole, capo dell’ufficio studi dell’Agenzia delle entrate, lo scorso anno ha scritto un libro, ‘La materia oscura dell’Iva’, che affronta una situazione di evasione dilagante e critica, da un’analisi però opposta rispetto a quella della Cgia, il ‘sistema’ dello scontrino fiscale. Nel libro l’autore, infatti, sostiene che il sistema attuale è “superfluo” e “non serve a combattere l’evasione”, soprattutto perché sempre più esercenti emettono furbescamente documenti che non sono veri scontrini, ma che all’occhio del consumatore inesperto potrebbero sembrarlo. Convenevole ricorda, inoltre, che è sempre diffusa l’abitudine di non emettere proprio niente o emettere scontrini con importi ridotti, nonostante le sanzioni sempre più salate previste dal legislatore e il rischio della chiusura dei locali.
L’autore suggerisce, invece, soluzioni più drastiche quali i registratori di cassa elettronici che rilevino incassi e pagamenti e che siano predisposti per l’invio telematico quotidiano dei corrispettivi all’Agenzia delle Entrate. Così, ricorda lo studioso dell’Agenzia delle entrate, lo scontrino potrebbe essere abolito.
 
Marco Notari