Grecia, Financial Times: pronto un nuovo piano da 60-70 miliardi in due anni

Momenti cardini per il futuro della Grecia. In settimana, infatti, i rappresentanti dell’Fmi e dell’Ue rilasceranno un rapporto sulla situazione del paese ellenico e sugli sforzi per riportare il defict sotto controllo. Le voci sul verdetto delle ispezioni internazionali in corso spaziano dalle ipotesi di un default accompagnato dall’uscita dall’euro a un nuovo piano di salvataggio successivo al pacchetto di aiuti di 110 miliardi stanziati nella primavera dello scorso anno. L’edizione odierna del Financial Times indica come certa la seconda ipotesi.

Intervento senza precedenti. Il Financial Times, nell’edizione odierna, evidenzia che i negoziati in corso sul futuro della Grecia nell’eurozona porteranno ad un intervento senza precedenti sull’economia ellenica, in cambio di nuovi aiuti, incluso un coinvolgimento internazionale nella raccolta delle tasse e numerose privatizzazioni. Il quotidiano riprende le osservazioni di Lorenzo Bini Smaghi, membro italiano del direttivo della Banca centrale europea, per il quale i Governi Ue e l’Fmi dovranno assicurare ad Atene altri 30 miliardi di euro di aiuti. “Guardando ai marcati finanziari – ha affermato Bini Smaghi – notiamo che impazziscono ogni volta che si pronuncia la parola ‘ristrutturazione’, ‘ristrutturazione soft’, il che vuol dire che, almeno in questa fase, ciò non avverrà per via ordinaria”. L’italiano della Bce esclude anche una “rischedulazione” su base volontaria delle scadenze. La Grecia, infatti, finora non è riuscita a rispettare gli impegni presi per ridurre il deficit e rischia un’insolvenza sui 327 miliardi di euro di debiti, pari al 150% del Pil.
“La ristrutturazione del debito o l’uscita dall’euro – per Bini Smaghi – equivarrebbe alla pena di morte, che nell’Unione europea è stata abolita”. Se la Grecia “dovesse diventare insolvente, il sistema bancario greco collasserebbe. A quel punto servirebbe un’alta ricapitalizzazione, ma dove prenderemmo i soldi?”. Se Fmi e Ue, dunque, non autorizzassero la quinta tranche del prestito congiunto salva Grecia, il cui sblocco è condizionato dal raggiungimento di determinati risultati di bilancio, l’ipotesi default, per il quotidiano, sarebbe davvero da prendere sul serio.

Incentivi ai creditori privati. Il quotidiano britannico, però, rilancia l’ipotesi di un nuovo accordo di aiuti che prevederebbe anche incentivi ai creditori privati per alleggerire l’onere del debito della Grecia su base volontaria. Per il quotidiano quasi la metà delle necessità di finanziamento, tra 60 e 70 miliardi di euro per i prossimi due anni, potrebbe essere coperta tramite la vendita di asset e variando i termini di rimborso per i possessori del debito privato. Un’iniezione di liquidità indispensabile, secondo il Financial Times, per coprire i prestiti del Governo in scadenza tra il 2012 e il 2013.

Grecia: nuovi impegni. Il governo greco intanto dovrebbe fornire nuovi dettagli su come intende recuperare circa 28 miliardi di dollari da un programma quinquennale di austerity. Misure che dovrebbero essere adottate e rese note entro venerdì, in modo che possano essere pronte entro l’inizio della settimana seguente e potranno essere presentate agli altri ministri delle finanze europei il 6 giugno.

Marco Notari