Sanità Piemonte: sette arresti e assessore indagato. Per Cota, “nessuna pietà”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 7:46

Piemonte, sanità “cattiva”. La procura di Torino ha emesso sette ordini di custodia cautelare a carico di sindaci e imprenditori (cinque in carcere, due agli arresti domiciliari), per turbativa d’asta nell’ambito della sanità. Un avviso di garanzia è stato notificato all’assessore regionale alla sanità del Piemonte, Caterina Ferrero (Pdl), alla quale viene contestata anche la turbata libertà del procedimento di scelta del contraente. Le vengono contestati un appalto bloccato, secondo l’accusa con motivazioni pretestuose per favorire Federfarma, e un concorso per una consulenza costruito su misura per un concorrente. L’assessore – che si dice estranea ai fatti – consegna le deleghe ma resta in giunta senza incarichi.

L’inchiesta della Guardia di Finanza. È l’inchiesta “Dark Side” della guardia di finanza, che ha spalancato uno scenario fatto di appalti truccati, concorsi pilotati e tentativi di neutralizzare le iniziative dello Spresal, l’ufficio che si occupa di sicurezza sul lavoro. Il tutto nell’arco meno di otto mesi. Cuore dell’inchiesta è la fornitura di pannoloni per un valore di 50 milioni di euro affidata, dopo l’annullamento di una gara pubblica, direttamente alle farmacie. Si è indagato inoltre su un concorso per una collaborazione, pilotato in favore di un personaggio (ora indagato), su una gara bandita dal comune di Cavagnolo (Torino) e sulle presunte pressioni esercitate su una ispettrice dello Spresal che aveva svolto dei controlli su un imprenditore e culminate nella revoca della qualifica professionale. Agli arresti domiciliari sono finiti Luciano Platter e Marco Cossolo, presidente e segretario di Federfarma Piemonte (Cossolo è anche sindaco di Carignano, To). Gli ordini di custodia cautelare in carcere riguardano gli imprenditori Piero Garbarino, Marco Mozzati, Vito Plastino, Pierluigi Camerlengo e il sindaco di Cavagnolo (Torino), Franco Sampò.

Il commento di Cota. «Come governatore impegnato in una profonda riforma dell’intero sistema sanitario regionale – ha affermato il presidente della Regione Roberto Cota – il mio primario interesse è che le mele marce siano individuate e neutralizzate: su questo, nessuna pietà». Quanto all’inchiesta, che ha portato a sette ordini di custodia cautelare nei confronti di sindaci e imprenditori, l’auspicio di Cota è che «si provveda in tempi brevi ad accertare i fatti».

Adriana Ruggeri