F1, rabbia di Hamilton: “Tutte queste penalità sono ridicole”

F1, polemica Hamilton – Il vincitore è stato Sebastian Vettel su Red Bull e il podio sempre lontano, eppure Lewis Hamilton è riuscito a far parlare di se sia all’interno del paddock che ovviamente tra gli appassionati di Formula uno. Lo spettacolo offerto a Montecarlo è stato di indubbia qualità e il finale, senza quella bandiera rossa a sei giri dalla fine, sarebbe stato da cardiopalma con Vettel incalzato da un furioso Alonso a sua volta incalzato dal solido Button. Ma oltre al trio di testa, anche il giovane pupillo della Mclaren ha riservato sorpassi e momenti cruciali, con tanto di polemiche non appena tolto casco e guanti: “In questa stagione ho visto i commissari 5 volte in 6 gare. Forse mi puniscono perché sono nero, come dice sempre Ali G

Lo sfogo – Battuta infelice a parte, Hamilton non nasconde tutta la sua rabbia causa ripetute penalizzazioni quando invece cercava semplicemente di dare il massimo in pista: “Si sa che qui non si può sorpassare. Raramente hai un’opportunità. Ma la gente vuole vedere le mie gare, vuole vedere sorpassi , è quello che va fatto. Se pensassi di aver sbagliato, alzerei le mani e lo ammetterei. Ma non è questo il casoGiustificando prima il contatto con Massa: “Io ero molto più veloce. Sono passato all’interno e lui ha girato dentro di me. Allora ho provato a salire sul cordolo per evitarlo” e poi quello con Maldonado: “Lui ha girato prima del dovuto per chiudermi la strada e impedirmi il sorpasso. Mi è venuto addosso ma io mi sono preso la penalità. Questa roba è ridicola. Questo è stupido!”

Spirito antico – Parole che criticano indirettamente il nuovo modo di concepire e vivere la F1. Lewis infatti sembra appartenere ad una generazione di piloti precedente, quelli senza nessuna paura e timore, pronti a dare il massimo sempre e comunque correndo anche qualche rischio di troppo. Oggi invece si preferisce la mente al cuore, battaglie più ragionate e prive di quella “pazzia” che ha reso grande questo sport. Inoltre anche la FIA non aiuta certo le imprese temerarie, castigando ogni azione un po’ troppo spinta o duro contatto. Ma i tempi sono cambiati e tornare indietro non si può più. Se peccato o per fortuna dipende dal singolo giudizio di ognuno di noi.

Riccardo Cangini