I fratelli Bronte precursori della fantascienza

La nascita della fantascienza nella genealogia di una famiglia. La British Library di Londra presenta al pubblico “Out of this world. Science fiction but not as you know it” (la fantascienza, ma non come la conoscete), una mostra interamente dedicata ai fratelli Bronte, Charlotte, Branwell, Emily e Anne, come  inaspettati precursori del genere fantascientifico. Tutto comincia, infatti, nel giugno del 1826 quando Patrick Bronte regala ai suoi figli una scatola di soldatini con i quali i piccoli si divertono ad immaginare le più disparate avventure. Nasce così “Young Men”, il primo ciclo narrativo dei celebri fratelli della letteratura inglese dell’Ottocento. A questi stessi anni, 1826 – 1827, risalgono anche “Our Fellows” e “Tales of Islanders”, cicli ispirati l’uno alle favole di Esopo e l’altro dalla fantasia di poter avere un’isola tutta a disposizione. Un centinaio in tutto  gli “small books” scritti a mano dai giovanissimi Bronte di cui purtroppo oggi non restano che pochi frammenti, tutti non visibili al grande pubblico. Dal 1930 la British Library custodisce gli unici tre esemplari superstiti di questa impresa che Emily, la più famosa dei fratelli con il suo celeberrimo “Cime Tempestose”, ha ideato quando aveva tra gli otto e i nove anni. Ora i manoscritti vengono esposti per la prima volta fino al 25 settembre, consentendo al pubblico di ammirare questi incredibili inediti.

«I fratelli Bronte non sono affatto conosciuti come autori di fantascienza ma i loro piccoli libri manoscritti possono essere considerati tra i primi esempi di racconti fantastici e fantascientifici», ha spiegato Andy Sawyer,  curatore della retrospettiva e direttore degli studi di fantascienza all’Università di Liverpool. «I ragazzi Bronte – ha continuato Sawyer – usavano i loro personaggi preferiti nello stesso modo in cui oggi certi fans della fantasy o della fantascienza si muovono nell’universo di Star Trek o Harry Potter».

Valentina De Simone