La Biennale di Venezia dopo la morte di Anna Longhi

Il quattro giugno aprirà i battenti la cinquantaquattresima edizione dell’ Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, diretta da Bice Curiger. “ILLUMInazioni” è il nome dell’evento che raccoglierà, quest’anno, amanti dell’arte da tutto il pianeta. Bice Curiger ha deciso di giocare con luci e ombre, cimentandosi in un tipo di arte decisamente concettuale oltre che d’impatto scenografico, all’interno della quale si trova spazio anche per elementi stravaganti come, ad esempio, un drago variopinto. Saranno molte le sorprese con le quali si avrà a che fare: chi vorrà recarsi presso la Biennale di Venezia avrà, quest’anno, la possibilità di imbattersi anche in uno striscione contro il nucleare. Cos’altro sarà possibile trovare? Come al solito, di tutto! Addirittura Allora & Calzadilla hanno pensato di porre in un vialetto dei giardini un carro armato ribaltato i cui cingoli sono statati trasformati in dei tapis roulant. Gli artisti che prenderanno parte a tale celebre evento saranno moltissimi, da Maurizio Cattelan a Haroon Mirza: ci sarà molto da vedere, da sentire, da percepire. La mostra chiuderà i battenti il prossimo ventisette novembre.

Parlare della Biennale di Venezia di quest’anno senza che il pensiero vada, almeno per un attimo, ad Anna Longhi è difficile. L’attrice, scomparsa da poco, è stata insieme ad Alberto Sordi, l’interprete di uno dei punti di vista più genuini che la storia italiana abbia mai offerto sulla Biennale di Venezia. Il divertente e amaro episodio “Le vacanze intelligenti”, tratto dal film “Dove vai in vacanza?”, vede una rubiconda Anna Longhi ed un tenero Alberto Sordi nei panni di due personaggi totalmente privi di quel tipo di spirito e di cultura che consentono di apprezzare appieno quell’arte che si ingozza di concetto a discapito della forma. Probabilmente uno dei modi migliori per ricordare l’attrice capitolina sarebbe quello di recarsi alla Biennale di Venezia anche con un po’ di voglia di prendere e di prendersi in giro, senza quella “puzza sotto il naso” che contraddistingue gli pseudo-intellettuali che riconoscerebbero del genio artistico anche in una piramide di scatolette di tonno.

Martina Cesaretti