Nucleare, si attende la Cassazione. Idv: Pronti a ricorrere alla Consulta

Sale l’attesa per il pronunciamento dei giudici della Corte di Cassazione su ciò che ne sarà del quesito referendario riguardante la possibilità di reintrodurre il nucleare in Italia.
A essere in ballo è il diritto stesso per gli elettori di presentarsi alle urne, come d’altronde previsto da mesi, per dire la propria su un tema di interesse nazionale, specie dopo gli avvenimenti di qualche mese fa a Fukushima, in Giappone. La possibilità della cancellazione del quesito è stata ipotizzata dal Governo con la conversione in legge di un decreto che prevede l’annullamento a breve termine della costruzione di centrali nucleare sul territorio nazionale, ma che appunto costituirebbe soltanto una pausa di riflessione per vedere gli sviluppi della situazione in ambito continentale.
Per tutti coloro che si oppongono all’energia atomica, quella fatta dal Consiglio dei Ministri è stata soltanto una furbata per aggirare il verdetto del popolo e riproporre tra qualche tempo il progetto in sede legislativa. A suffragare questa ipotesi, d’altronde, è stato lo stesso premier Silvio Berlusconi che soltanto qualche settimana fa dichiarava: “Se avessimo fatto il referendum avremmo rinunciato al nucleare per lungo tempo. Invece io spero che tra uno o due anni si potrà ritornare sulla scelta dopo che si sarà fatta chiarezza sulla tecnologia”.

Idv: Pronti a rivolgerci alla Consulta – Qualora dalla Corte di Cassazione arrivasse una conferma della cancellazione del quesito riguardante il nucleare, il leader dell’Italia dei Valori Antonio Di Pietro ha già fatto sapere che si ricorrerà alla Corte Costituzionale, che dovrebbe decidere entro il 7 giugno. Questa ipotesi farebbe leva a un possibile conflitto di attribuzione a carico della Cassazione.
Gianluigi Pellegrino, avvocato che sostiene davanti ai giudici le posizioni del Partito Democratico – anch’esso favorevole a una conferma del referendum -, ha dichiarato che la decisione dovrebbe essere resa nota già questa mattina.
Dalle associazioni promotrici dei referendum fanno comunque sapere che, al di là di quale sarà la decisione della Cassazione, il 12 e il 13 giugno si potrà andare a votare per altri tre quesiti: due riguardanti l’acqua e uno sulla possibile abrogazione del legittimo impedimento, ovvero la legge che permette al presidente del Consiglio non comparire “in un’udienza penale, qualora imputato, in caso di concomitante esercizio di una o più delle attribuzioni previste per leggi o dai regolamenti e delle relative attività preparatorie e consequenziali, nonché di ogni attività, comunque, coessenziale alle funzioni di Governo”.

Simone Olivelli