Bocchino promuove Alfano ma non si illude

Italo Bocchino ha ieri commentato nello studio televisivo di Otto e mezzo la fresca nomina di Angelino Alfano a capo della segreteria politica del Pdl. “E’ una persona intelligente, capace e moderata – ha notato il finiano – ma la sua nomina è una toppa tardiva“. Per il vicepresidente di Fli, infatti, l’attività “riformatrice” del nuovo segretario potrebbe essere osteggiata  dai tre coordinatori nazionali che “cercheranno di ingabbiarlo – ha detto – per non fargli smantellare i potentati locali”. Da qui l’impietosa accusa rivolta al presidente del Consiglio: “Ha spostato le persone con un’operazione di distrazione di massa, in modo che possa essere sempre lui a decidere”.

Il braccio di ferro con i coordinatori – “Angelino Alfano è una persona intelligente, capace, molto moderata, ma la sua nomina a segretario del Pdl potrebbe essere una toppa su un buco emerso in modo evidente e anche un po’ tardiva“. Italo Bocchino non si fa illusioni: l’investitura del Guardasigilli ufficializzata ieri durante l’ufficio di presidenza del Pdl potrebbe innestare linfa nuova allo schieramento di Silvio Berlusconi, ma con ogni probabilità si tradurrà nell’ennesima occasione persa. “C’è il rischio che sia solo una toppa – ha ribadito il vicepresidente di Fli – perché i tre coordinatori cercheranno di ingabbiare Alfano per non fargli smantellare i potentati locali. Se Alfano potrà sostituire Cosentino è una buona notizia, ma se Verdini glielo impedirà sarà solo un’operazione di maquillage“.

L’ennesimo giro di valzer – Di più: nell’analisi del finiano la nomina di Alfano sarebbe solo l’ennesimo “specchietto per le allodole” propinato dal Cavaliere. “Se Berlusconi avesse veramente voluto dare un nuovo corso al Pdl – ha notato Bocchino nello studio di Otto e mezzo – avrebbe azzerato tutto il partito, invece lui gioca con le pedine, sposta le persone con un’operazione di distrazione di massa per restare sempre lui a decidere. Invece di ammettere che è stato bocciato lui alle elezioni, Berlusconi scarica sul partito la responsabilità, ma con questo giro di valzer – ha rincarato – non fa una scelta chiara”.

Il riavvicinamento dopo Berlusconi – E intrattenendosi sulla questione elezioni: “Le amministrative – ha sottolineato il vice di Gianfranco Fini – sono state perse da Berlusconi e dal governo in carica. Il Terzo Polo ha avuto un esordio in cui si è dimostrato determinante e ha dimostrato che Berlusconi senza Fini non è più in grado di vincere. E’ fallito definitivamente  il tentativo di dire che l’uscita di Fini dal Pdl non ha influito”. E interpellato sulla possibilità di riannodare i fili con il Pdl alla luce della nomina di Alfano a guida politica del partito: “Alfano è un moderato e una persona dialogante che potrebbe riequilibrare il Pdl – ha ammesso Italo Bocchino – ma il rientro di Fli nel Pdl è impossibile al 100%. Il riavvicinamento non dipende da noi ma da Berlusconi. Fin quando è lui il padre e padrone noi non vogliamo avere nulla a che fare, superato il berlusconismo invece…”.

Maria Saporito