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Di Pietro sul referendum: Non è un voto pro o contro Berlusconi

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Visibilmente soddisfatto per la decisione ufficializzata ieri dalla Cassazione, che ha dato il via libera al quesito referendario sul nucleare che il governo ha tentato di “congelare”, Antonio Di Pietro è riuscito a non cedere alle provocazioni dei giornalisti che lo hanno punzecchiato sull’argomento. “Questo non è un voto pro o contro Berlusconi – ha spiegato il leader dell’Idv – per questo prego tutti i cittadini di andare a votare senza preconcetti“. E sulla scarsa informazione finora offerta dal servizio pubblico agli italiani: “Speriamo che la Rai si comporti meglio di come ha fatto finora – ha notato il capogruppo dei dipietristi alla Camera, Massimo Donadi – e che faccia fino in fondo il suo dovere”.

La compostezza di Di Pietro – Intercettato ieri davanti palazzo Chigi, il leader dell’Idv, Antonio Di Pietro, ha dato prova di grande fair play. Provocato sulla decisione della Cassazione che, con la sua sentenza, ha di fatto evitato che il quesito referendario sul nucleare venisse “scippato” agli italiani, l’ex togato ha da prima sfoderato un sorriso per poi ricomporsi e consegnare una dichiarazione seria. A esplicita domanda del giornalista de Il Fatto Quotidiano: “L’esito della sentenza è stata una bella mazzata per Berlusconi? “: “No – ha risposto convinto Di Pietro – prego i cittadini il 12 e il 13 di andare a votare senza preconcetti. Non si tratta di decidere a favore o contro Berlusconi, si tratta di decidere se è bene che l’acqua resti a disposizione di tutti, se è bene che la legge sia uguale per tutti, se è bene che le centrali nucleari non si facciano in Italia”.

L’appello alla Rai – “Tutti i cittadini, di centro, di destra e di sinistra – ha continuato l’ex pm – è bene che vadano a votare e dicano la loro idea. Non è un voto né pro né contro Berlusconi né pro né contro Di Pietro che ha promosso il referendum – ha insistito il numero uno dell’Idv – E’ un voto in cui ogni cittadino, di fronte alla sua coscienza, deve dire quale deve essere il futuro del nostro Paese”. Accanto a lui anche Massimo Donadi, capogruppo dell’Idv alla Camera, che è stato invece interpellato sulla scarsa informazione finora veicolata dalle tv. “Speriamo che la Rai si comporti meglio di come si è comportata finora – ha notato – perché fino a qui i pochi spot informativi sul referendum sono stati mandati in onda alle 2 o alle 3 di notte non si sa per quale pubblico”.

Il silenzio sul Giappone – Non solo: “Chissà come mai, improvvisamente – ha rincarato la dose il dipietrista – dai telegiornali e da ogni mezzo d’informazione sono addirittura scomparse le notizie su Fukushima. Credo che oggi nessun italiano sappia cosa sta succedendo lì dove i problemi sono tutt’altro che risolti. Speriamo che la Rai faccia fino in fondo il suo dovere, anche perché oggi (ieri per chi legge, ndr) – ha precisato Donadi – ha ricevuto due provvedimenti di condanna da parte dell’Agcom che la invita a fare quello che stiamo dicendo, riconoscendo che fin a qui il servizio pubblico non ha svolto correttamente il suo dovere”.

Maria Saporito

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