Il Pdl cambia volto: Alfano nuovo segretario del partito

Si è concluso nella tarda serata di ieri l’ufficio di presidenza del Pdl convocato da Silvio Berlusconi a palazzo Grazioli. Un vertice blindato nel corso del quale si è parlato dei deludenti risultati elettorali delle amministrative, ma soprattutto della necessità di “rifare il trucco” al partito. Alla fine la decisione è stata unanime: Angelino Alfano sarà il nuovo segretario nazionale del Pdl, una figura inesistente nell’organigramma pidiellino, che dovrà per questo essere inserita in occasione del prossimo Congresso. L’investitura del Guardasigilli (che lascerà il suo incarico nella squadra di governo) è stata apparentemente benedetta da tutti. “E’ giovane e amato – ha detto di lui il premier – ridarà slancio al partito”.

Alfano nuovo segretario – Angelino Alfano sarà la nuova guida politica del Pdl. Così è stato deciso nel corso del lungo ufficio di presidenza del partito radunatosi ieri sera nella residenza romana di Silvio Berlusconi. La sua nomina non ha determinato lo “scompiglio” ipotizzato alla vigilia perché i tre coordinatori nazionali sono stati di fatto riconfermati, seppure con deleghe ridimensionate. A Ignazio La Russa è stata affidata la responsabilità di occuparsi della propaganda, a Denis Verdini la gestione organizzativa, mentre ancora incerto è il ruolo che giocherà all’interno del partito Sandro Bondi (che pochi giorni fa ha rassegnato le sue dimissioni) al quale si è pensato di affidare la delega sulla filosofia dei valori del Pdl.

Cambiamenti nel partito – La nomina di Angelino Alfano a segretario nazionale rappresenta una novità assoluta per il partito di Silvio Berlusconi. Nello statuto, infatti, non c’è traccia di questa figura e per questo bisognerà convocare entro tempi stretti (presumibilmente entro le prossime settimane) il Congresso nazionale che permetterà di rimaneggiare lo statuto. La notizia è stata ufficializzata ieri sera dallo stesso Silvio Berlusconi: “È giovane e amato da tutti – ha detto riferendosi all’attuale Guardasigilli – ridarà slancio al partito”. Ma è davvero così? Se molti pidiellini non hanno nascosto la loro contentezza per la “promozione” centrata dal siciliano (tra loro: Fabrizio Cicchitto, Renato Schifani, Maria Stella Gelmini), altri hanno invece preferito non sbilanciarsi troppo.

I meno entusiasti – Come il ministro Franco Frattini, che al nuovo segretario nazionale avrebbe forse gradito affiancare un organo collegiale più ampio. O come il governatore della Lombardia, Roberto Formigoni, che pur salutando con entusiasmo la nomina di Alfano, ha continuato a battere sulle primarie: “Alfano farà certamente bene al partito – ha precisato –  ma il problema, per quanto riguarda i cambiamenti, è trovare il modo dopo 3 anni di coinvolgere la gente ecco perché insisto con le primarie”. Senza considerare l’incognita Claudio Scajola che, con il suo ipotetico gruppo di fedeli al seguito, potrebbe ancora creare problemi al partito.

Il totonomine di via Arenula – Di certo c’è che quando verrà formalizzata la sua nomina a capo della segreteria politica, Angelino Alfano rassegnerà le dimissioni da ministro della Giustizia, dando il via a un totonomine che per il momento sembra vedere in testa Maurizio Lupi ed Elio Vito (Fabrizio Cicchitto dato per favorito, pare abbia già declinato l’invito). Intanto Silvio Berlusconi ha ieri approfittato della presenza dei giornalisti per improvvisare una mini conferenza stampa nel corso della quale ha fornito le sue considerazioni sulla debacle elettorale. “Uno dei motivi della sconfitta elettorale – ha detto – è da addebitare a trasmissioni come Annozero, trasmissioni micidiali che hanno dato una visione distorta della realtà di Milano e delle città in cui si votava. Ci impegneremo in Parlamento affinché questo non possa più accadere”.

La questione premiership – Non solo: il presidente del Consiglio ha anche evidenziato di aver pagato il prezzo dell’uscita di Fli dal partito, annunciato il definitivo tramonto della formula 30-70 come ripartizione fra ex An ed ex Fi nel Pdl. E a chi gli ha chiesto se la nomina di Angelino Alfano possa essere letta come l’anticipazione della consegna del testimone in prospettiva delle elezioni del 2013: “E’ qualcosa che si dovrà decidere – ha tagliato corto il Cavaliere –  non possiamo dare ora una risposta”. “L’obiettivo è vincere nel 2013”, ha aggiunto lo stesso Angelino Alfano, che sta forse già accarezzando l’idea di poter prendere il posto del suo “pigmalione” politico a palazzo Chigi.

Maria Saporito