L’appello di Schifani ad abbassare i toni

In occasione della Festa della Repubblica, che ha portato a Roma circa 80 delegazioni di altrettanti Paesi diversi, il presidente del Senato, Renato Schifani, ha lanciato un accorato appello a tutte le forze politiche nazionali perché mettano da parte i toni velenosi finora utilizzati e si concentrino sui tanti problemi da fronteggiare. “Dobbiamo fare un grande appello all’intero Paese ad abbassare i toni – ha detto Schifani – e a fare in modo che i problemi reali vengano affrontati in un clima di confronto e non in questo clima acido e velenoso”.

Stop ai veleni – “Quella del 150esimo dell’Unità d’Italia e del 2 giugno sono due feste che si saldano”. Ne è convinto il presidente del Senato, Renato Schifani, che al suo arrivo questa mattina in via dei Fori Imperiali a Roma (dove assisterà alla tradizionale parata insieme alle altre cariche dello Stato e agli ospiti internazionali) ha consegnato ai giornalisti presenti alcune considerazioni. “Credo che la presenza di grandi delegazioni internazionali che saranno con noi tutto il giorno – ha esordito Schifani – danno il significato di unità del nostro Paese, di una coesione richiamata sempre dal capo dello Stato, e ci incoraggiano sempre di più a fare un grande appello all’intero Paese e alle forze politiche ad abbassare i toni e a fare in modo che i problemi reali del Paese, problemi sempre più stringenti – ha precisato la seconda carica dello Stato – vengano affrontati in un clima di confronto e non in questo clima acido e velenoso a cui si assiste da troppo tempo”.

Via alle proposte concrete – “Mi auguro che si torni alla politica del confronto e non si continui con la politica delle delegittimazioni – ha insistito il numero uno di palazzo Madama – Vi è un governo in carica, ha il dovere di realizzare il proprio programma e si è impegnato a farlo. Il Parlamento vigilerà, così come credo le forze di opposizione, ma una volta per tutte si parli di proposte concrete e di controproposte concrete da parte dell’opposizione, non soltanto – ha concluso Schifani – di accuse reciproche che non giovano al Paese e ai cittadini”.

Maria Saporito