Rino Gaetano: un eroe a tempo perso

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:38

Sono passati già trent’anni dalla morte di quel cantautore italiano che è rimasto famoso per il suo cielo che era sempre più blu e per la sua “Gianna” che non perdeva neanche un minuto per fare l’amore. Rino Gaetano era un giovanotto magro dai capelli indomiti; ricordarlo solo per quel paio di canzoni un po’ più orecchiabili delle altre sarebbe un peccato. Al contrario di quanto possa sembrare o di quanto possa esser sembrato, Rino Gaetano era un cantautore impegnato, di contenuto, coraggioso, sofferto. L’abbiamo sentito affrontare con tutta la leggerezza del mondo problematiche che ancora oggi attanagliano la porzione di mondo che vive quotidianamente la propria mancanza di incolumità di fronte alla corruzione e la propria dipendenza da idrocarburi. Rino Gaetano era il cantautore della malinconia e della tenerezza. Impegnarsi ad ascoltare i suoi brani significa anche ritrovarsi ad avere a che fare con una sorta di disperazione infantile, di rassegnazione tenue e scanzonata, di romanticismo di seconda mano.

È facile archiviare Rino Gaetano fra quella categoria di musicisti che scrive canzonette per far sorridere i bambini e innamorare le donne; come ci si sbaglierebbe se solo si incappasse in un tale errore! Rino Gaetano parla di politica, parla d’amore, parla di tradimento, parla di corruzione…parla ancora di tutto questo nonostante siano passati trent’anni. Probabilmente non tutti sarebbero in grado di trattare tematiche come l’autoerotismo femminile senza risultare volgari ed inquadrando, anzi, tale fenomeno in un’ottica che sia quasi romantica. “Sei Ottavi” è l’encomio della femminilità, di quell’erotismo che non scadrà mai nell’oscenità, di quel pudore che non cesserà mai di essere più sensuale della sfrontatezza.

A trent’anni di distanza dalla morte di una tale figura emblematica della musica italiana è, forse, banale ricordare Rino Gaetano utilizzando le sue stesse parole, eppure forse niente potrebbe racchiudere meglio la sua essenza disperata e scanzonata di quei versi che si trovano all’inizio di “Io Scriverò”: <<Io scriverò se vuoi perché cerco un mondo diverso, con stelle al neon e un poco d’universo e mi sento un eroe a tempo perso>>.

Martina Cesaretti

Iscriviti al canale Telegram di NewNotizie per non perdere nessun aggiornamento: CLICCA QUI!