Siria, dimissioni Al Assad pretese a prescindere dall’amnistia

Vogliono le dimissioni di Bashar Al Assad. L’opposizione siriana che si è in buona parte riunita in queste ore ad Antalya, in Turchia, ha deciso di chiedere perentoriamente le “dimissioni con effetto immediato” del presidente della Siria, Bashar Al Assad. Sono circa 300 gli oppositori ritrovatisi oggi nella “Conferenza per il cambiamento in Siria”, che hanno sorprendentemente preso il coraggio a due mani per parlare apertamente di tutto quel che evidentemente costituisce per loro il famoso sassolino nella scarpa. Si tratta del primo vero e proprio raduno ufficiale cui si è dato luogo da parte di attivisti, dall’inizio della rivolta scoppiata in Siria nel mese di marzo. Si sono riuniti per l’occasione gruppi dell’opposizione tra i quali comunemente non corre buon sangue, tutti radunati sotto l’egida del proposito comune di mandare a casa il loro presidente Bashar Al Assad.

Amnistia generale per tutti i reati. Peraltro il presidente siriano Bashar Al Assad proprio in queste ore aveva pensato bene, forse per tentare un rilancio di popolarità, di promulgare un decreto che concede dal 1° giugno un’amnistia generale a tutti i detenuti che abbiano “commesso crimini prima della data odierna”. Il provvedimento lava i panni sporchi tutti in una volta, compresi quelli dei movimenti politici illegali, come la Fratellanza Musulmana. Tutto, pur di restare lì dove è, sembra aver pensato il Presidente: il predominio sulla Siria val bene un perdono generale. Questa concessione è stata fatta con il pretesto dato dalla vigilia dell’11esimo anniversario della successione al potere di Al Assad. Dunque, come detto, l’amnistia generale concessa dal presidente siriano Bashar Al Assad riguarda tutti i crimini minori commessi prima del 31 maggio e riduce della metà in ogni caso tutte le sentenze che prevedono il carcere. Questo si dice in una seconda amnistia proclamata dal capo di Stato siriano. La prima era di aprile, ed Assad dichiarava annullati  i crimini minori, come il furto, la diserzione militare e la falsificazione, considerati evidentemente tali.

S. K.