La strana morte di Rino Gaetano e La ballata di Renzo

Ci sono date particolari, che sembrano attrarre a sé eventi altrettanto significativi. C’è il 9 maggio, giorno in cui vengono ricordati Aldo Moro e Peppino Impastato, due personaggi diversi ma comunque emblematici della storia italiana del ventesimo secolo. Distanti nella vita, ma vicinissimi nella morte visto che morirono nell’arco delle stesse ventiquattro ore. Ma c’è anche l’11 di tanti mesi che sembra essere circondato da un’aura non proprio benefica se si pensa alle disgrazie, naturali e non, che si sono verificate in quel giorno negli ultimi anni.
Poi vi è anche il 2 giugno: festa nazionale e parate militari in ricordo di un referendum che nel 1946, a sentire alcuni, ebbe un risultato poco chiaro. Ma nel secondo giorno del sesto mese dell’anno, trentacinque anni dopo la nascita della Repubblica italiana, accadde anche un fatto meno fausto, uno di quelli che verranno ricordati facendo leva sulla nostalgia: sulla via Nomentana, a Roma, scontrandosi con la propria auto contro un camion moriva il cantautore Rino Gaetano. Ci sono alcune date particolari, ma in fondo sono coincidenze.

Altro che veggente – Rino Gaetano era un personaggio scomodo, al punto da essere preso per mezzo matto da personaggi come Maurizio Costanzo o Gianni Boncompagni. Era uno che sembrava comporre canzoni pescando in maniera sregolata dal dizionario, parafrasando il pensiero dell’ideatore di Non è la Rai.
Eppure esiste un testo, scritto da Gaetano nel 1971, che a posteriori ha rischiato per lungo tempo di trasformare lo scanzonato compositore di Crotone in una sorta di Nostradamus intimista: uno capace di prevedere il futuro non solo nazionale, sotto forma di metafore, ma anche quello personale con tanto di particolari. Questo brano si intitola La ballata di Renzo e parla di uno dei tanti antieroi dell’universo di Rino Gaetano, uno talmente sfortunato da morire perché, dopo essere stato investito da un’automobile, viene rifiutato da ben cinque ospedali e infine anche dal cimitero.
Il 2 giugno 1981 Rino Gaetano non morì sul colpo. Si sarebbe potuto salvare se qualcuno lo avesse curato. La fama non gli bastò, anzi, forse giocò contro di lui in un modo che tutt’ora rimane misterioso: il cantautore spirò dopo essere rifiutato da ben cinque nosocomi. C’è chi sostiene che la grandezza del cantante fu tale da prevedere – in una sorta di riproposizione del genio di età romantica – il proprio destino terreno e c’è invece chi pensa che quello non fu un incidente, ma altro. Perché le canzoni di Rino Gaetano non le capisce, solo chi non le sa ascoltare.
Ma anche in questo caso, magari, si sarà trattato solo di coincidenze e poi chissà, se Gaetano avesse avuto la possibilità di scegliere quando morire, avrebbe optato proprio per il 2 giugno. Un modo per schernire i suoi detrattori e da loro non farsi dimenticare, perché chi lo ha amato, lo ama e lo amerà, non ha bisogno di coincidenze di alcun tipo. Non ci sono soltanto date, ma anche persone particolari e Rino Gaetano era uno di questi: lui che conosceva il profumo di certi ministri e avrebbe preferito fare dodici al totocalcio, anziché tredici.

Simone Olivelli