Annozero: Celentano contro il nucleare, negazionismo di Chernobyl?

Annozero, scontri sui danni del nucleare: ricco parterre di ospiti qualificati a disquisire circa uno degli argomenti più sentiti in Italia alla vigilia del Referendum: il nucleare. Son presenti in studio Daniela Santanchè del Popolo della Libertà, Ignazio Marino del Partito Democratico, Chicco Testa del Forum Nucleare, il professor Franco Battaglia (Università di Modena e Reggio), il direttore esecutivo di Greenpeace Italia Giuseppe Onufrio. Inoltre, in collegamento, c’è anche Adriano Celentano.

E’ proprio lo showman a scagliarsi duramente contro l’eventuale ritorno al nucleare. Celentano non le manda a dire: “Noi dobbiamo votare non solo per salvare il nostro territorio ma anche per salvare i francesi che sono una fornace ardente che potrebbe scoppiare da un momento all’altro, dobbiamo votare per salvare l’Europa tutta“. Ed ancora: “Una scintilla buona che dia l’esempio ai popoli imbecilli che hanno scelto il nucleare, noi non lo possiamo controllare, ci vogliono 25mila anni per spegnere Chernobyl lo stesso sarà per Fukushima, che altro vi serve per convincervi?” Su posizioni molto simili Ignazio Marino: “Incoraggiamo gli italiani al voto, ascoltiamo le opinioni di scienziati ed opinion leader, anche il Pdl incoraggi la gente ad andare alle urne“.
Il dibattito verte sulla scelta che i cittadini sono chiamati a fare tra poco più di una settimana, ma anche sul comportamento del governo che ha cercato di far saltare il referendum, per ammissione dello stesso premier Berlusconi. La Santanchè prova a distogliere l’attenzione dalle responsabilità dell’esecutivo: “Il Pdl lascia al cittadino la libertà di scegliere se andare a votare o meno, avete anche Celentano che è un ottimo sponsor per incentivare al voto”. Nonostante tutto, questa posizione appare più come un disperato tentativo di riavvicinarsi all’elettorato dopo la sonora sconfitta delle amministrative, che una reale volontà di dare davvero la parola al cittadino.

La puntata scorre tra interventi pro e contro il nucleare, con i primi che mettono in evidenza le tragedie umane della gente di Chernobyl e  gli altri che si focalizzano sulla necessità di avere una fonte energetica che renda il Paese indipendente e permetta di eliminare i costi di acquisto dagli stranieri. In tutto questo non è facile comprendere appieno la situazione. Appare difficile capire quanto realmente il nucleare sia fondamentale per l’Italia e in che misura le energie rinnovabili siano incapaci farsi carico di una significativa quota parte del fabbisogno energetico nazionale. Senza trascurare la questione della pericolosità del carbone per la salute umana che, però, non viene sviluppata in modo chiaro e completo.

Lasciano interdetti le posizioni di Franco Battaglia, Chicco Testa e di un giovane del Pdl intervistato da Giulia Innocenzi. Il primo, sostenitore del nucleare, afferma che si potrebbe oggi tornare a vivere a Chernobyl senza alcun problema, in contrasto con la stragrande maggioranza della letteratura scientifica; ribatte Ignazio Marino che lo sprona a divulgare in sedi opportune, come le riviste Science o Nature, le sue posizioni per verificare l’avvaloramento di tale tesi da parte del mondo scientifico. Chicco Testa ricorda che dei 4mila bambini di Chernobyl con tumore alla tiroide ne sono morti solo 15. Di nuovo Ignazio Marino interviene sottolineando quanto il cancro, che si muoia o meno, sia qualcosa di terribile e che il conto matematico di Testa non ha ragion d’essere.

Infine il giovane el Pdl ricorda che la tragedia del Vajont è legata ad una centrale idroelettrica al fine di dimostrare come non esista un modo di produrre energia davvero sicuro; per quanto il Vajont sia stato qualcosa di terribile non è paragonabile a Chernobyl: l’acqua ed il fango hanno distrutto vite ma non hanno modificato i geni delle popolazioni della zona e delle generazioni future.

Valeria Panzeri