Calcioscommesse, la Snai denuncia: Centinaia le partite truccate

Snai: Nel 2010 persi 35 milioni. “Il ‘mercato’ delle partite truccate ha provocato ai bookmaker una perdita di rendimento di 4 punti percentuali. Solo la Snai, nel 2010, ha perso 35 milioni rispetto all’anno precedente“. E’ la denuncia  di Maurizio Ughi, consigliere delegato della Snai, la società che da sola gestisce oltre il 50% del fatturato delle scommesse sportive. Quello che è emerso finora – spiega Ughi in un’intervista a la Repubblicaè solo la punta di un iceberg. Noi abbiamo in tempo reale, secondo per secondo, l’andamento dello scommesse su ogni evento sportivo. Siamo in grado di comprendere subito flussi anomali delle puntate che ci fanno capire che gli scommettitori ‘sanno’. E la perdita dell’anno scorso, la prima degli ultimi 10 anni, alla luce di quanto sta emergendo a Cremona, ci fa fare due più due. Le partite truccate sono centinaia. Facciamo le segnalazioni ai Monopoli, questi alla Federcalcio. Ma qui tutto si ferma”. Sul quotidiano è riportato un esempio su tutti: l’ufficio indagine della Figc è stato attivato quest’anno per le giocate sospette sul pareggio Chievo-Sampdoria. Il rapporto degli ispettori si è però concluso con un nulla di fatto, senza alcuna segnalazione di anomalie. Fatto sta che la partita si concluse col risultato di zero a zero e con solo un paio di deboli tiri in porta.

La soluzione al problema. “Il sistema per fermare questa deriva truffaldina ci sarebbe – continua Maurizio Ughi – ma manca la volontà”. “Il segreto – spiega il consigliere delegato Snai – è proprio nel nostro sistema telematico che ci dà in real-time il flusso delle giocate. Se la Federcalcio volesse usufruire di questi dati che in gergo chiamiamo exit poll delle scommesse, potrebbe individuare in anteprima i responsi virtuali in controtendenza con le performance delle varie squadre. A quel punto la Figc avrebbe la possibilità di prevenire le truffe facendo scattare i controlli ed eventualmente le punizioni. Potrebbe prima convocare squadre, proprietari, allenatori e giocatori ammonendoli. Poi, in caso di risultati reali dubbi, potrebbe ‘condannarli’ a lasciare il campo per un determinato tempo. Noi chiediamo da dieci anni che questo sistema di controlli sia istituzionalizzato dalla Federcalcio. Che la Federazione si doti di questo strumento di prevenzione e controllo. Ma tutto questo non avviene. Perché?“, chiede in conclusione Ughi.

R. E.