In coma dopo un intervento a un dente. La moglie: “meglio farlo morire”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 7:19

In coma da oltre un anno. Lo strazio di un allucinante caso di malasanità. Un anno fa Giuseppe Marletta, apprezzato architetto di 42 anni, venne ricoverato all’ospedale Garibaldi di Nesima (Catania), per una banalissima operazione: la rimozione di due punti metallici applicati dopo l’estrazione della radice di un dente. Intervento dal quale si sarebbe risvegliato per appena 15 minuti per poi entrare inspiegabilmente in coma. Da quel momento non si è più risvegliato. “A questo punto è meglio farlo morire. Sono pronta a sospendere l’alimentazione forzata perché lo Stato ha ucciso mio marito e poi lo ha abbandonato al suo destino”. Irene Sampognaro, 40 anni, da ieri mattina, mercoledì 1 giugno, protesta davanti ai cancelli dell’ospedale Garibaldi, dove è cominciato il suo calvario. “In caso di mancate risposte dalle istituzioni  –  ha detto – porterò mio marito all’estero per praticargli l‘eutanasia: questa non è vita”.  Marletta è raramente cosciente, immobile, tracheotomizzato e aspirato ogni due ore circa, nutrito col sondino PEG, viene spostato dal letto alla sedia a rotelle. In quest’anno ha perso venti chili. E’ dimostrato scientificamente che soffre terribilmente ma non può reagire.
 

La moglia accusa lo Stato. Irene ha già consultato diversi legali ed è consapevole delle difficoltà che dovrà affrontare per giungere a staccare la spina. «Sono pronta a seguire la strada della famiglia Englaro – assicura -, siamo in grado anche di dimostrare che aveva esplicitamente detto che se si fosse trovato in queste condizioni avrebbe preferito farla finita».  Per tornare indietro sulla sua decisione “voglio che lo Stato, responsabile di questa tragedia, si faccia almeno carico della cura e dell’assistenza ai massimi livelli. E invece sono stata lasciata da sola e ho difficoltà a garantire a mio marito persino quel poco di assistenza che ha avuto fino ad oggi”. L’architetto Marletta è attualmente ricoverato in una struttura convenzionata con l’Azienda sanitaria dove però la moglie deve farsi carico di una parte sostanziosa dei costi, circa mille euro al mese.

Il Ministero si difende. Il ministero della Salute, nei limiti delle sue competenze, si è già attivato da tempo per rispondere a queste richieste, rileva il sottosegretario alla Salute, Eugenia Roccella, sottolineando di aver avuto un fitto scambio di missive con la signora, che “è stata ricevuta dagli esperti del ministero” lo scorso 14 aprile.  Alla signora Sampognaro, in attesa di una valutazione per cure all’estero per il marito, era stato anche proposto intanto “una consulenza, con eventuale ricovero al centro S.Anna di Crotone, che lei ha rifiutato”. Al momento, non risulta che sia stata inoltrato la domanda al centro regionale di riferimento. La Commissione parlamentare di inchiesta sugli errori sanitari, tramite il suo presidente, Leoluca Orlando, annuncia che “intende acquisire ogni dato utile a conoscere quanto accaduto a Giuseppe Marletta”. Sulla vicenda sono state aperte due inchieste: una interna aperta dall’azienda ospedaliera Garibaldi e l’altra avviata dalla Procura della Repubblica di Catania. 

 Adriana Ruggeri

Iscriviti al canale Telegram di NewNotizie per non perdere nessun aggiornamento: CLICCA QUI!