New York Times, Jill Abramson neo direttrice non casuale ma strategica

Il New York Times cambia direttore. Il nuovo direttore del New York Times è una donna, ma una donna dalla storia e dalla carriera molto particolare dal punto di vista della carriera: Jill Abramson. A 160 anni dalla fondazione,  il Nyt è diventato in modo consolidato uno dei più importanti quotidiani americani, diretto concorrente del Wall Street Journal, il giornale di Murdoch che oltre ad essere una delle più autorevoli testate di economia a livello mondiale, da poco tempo ha aggiunto alle sue uscite quotidiane normali alcune pagine dedicate alle notizie in generale, il che rende ancora più pericoloso per il Nyt questo “avversario” in tempi di crisi dell’editoria (e non solo di questo settore, come sappiamo). Jill Abramson è il nuovo direttore. 57 anni, di New York, con un passato alle spalle di tutto rispetto. Ha collaborato con il Times, con il Wall Street Journal (fino al 1997), è stata corrispondente da Washington, ed ora è pronta per dirigere la “signora in grigio newyorkese”, come è soprannominato il giornale dalla solida tradizione nel mondo dell’editoria, della stampa e della finanza.

Le motivazioni della scelta: strategia ad hoc del quotidiano. Il direttore uscente Bin Keller lascia volontariamente il giornale in un momento dunque assai delicato, non solo per i motivi illustrati sopra, ma anche a causa del calo delle vendite cartacee e dell’avvento (o sopravvento) della versione digitale. Ma la patata bollente è stata passata nelle mani di Jill Abramson non a caso. Si tratta, a detta degli esperti più scaltri del settore, non di una idea balenata al direttore una mattina all’improvviso, che lo ha spinto ad andare a dialogare un po’, come si legge sui giornali della data di ieri e di oggi, con l’editore Arthur Sulzberger, dicendo di sentire che il tempo era ormai  giunto per lasciare la direzione. In realtà il nuovo direttore è proprio la donna che era a capo già da qualche tempo del settore digitale del quotidiano, leva sulla quale si è deciso di spingere al massimo, tentando di uscire dalla crisi con una ventata di buoni propositi. Jill Abramson è dunque non altro che la persona giusta al posto giusto: non si tratta dunque sentimentalismi o fatalismi, ma solo di motivi concreti elaborati da persone pratiche di economy che l’hanno condotta dove si trova.

S. K.