Pidocchi, mummie, e migrazioni umane

Mummie Chiribaya – Il recente ritrovamento di un tipo di pidocchi europei in alcune mummie Chiribaya (Perù, circa 700 anni fa) ha dimostrato che gli esseri umani si sono portati appresso i loro parassiti durante le migrazioni che hanno portato alla diffusione della nostra specie su tutto il pianeta.

Pidocchi e geografia – Il pidocchio umano viene diviso in tre tipi: A, B e C (la forma più rara, diffusa solo in Nepal ed Etiopia). Durante una ricerca sui pidocchi ritrovati tra i capelli di due mummie in Perù, i ricercatori hanno scoperto due tipi diversi di pidocchi. Oltre quello chiamato “tipo B”, diffuso nelle Americhe, è stato ritrovato anche il tipo A, che è invece europeo. Quindi, non furono i conquistadores ad introdurre il pidocchio tipo A 500 anni fa in America, come finora si pensava, ma piuttosto è il tipo B che si è differenziato in un modo ed in un tempo ancora sconosciuti.

Epidemie e migrazioni – Inoltre questa scoperta farebbe riesaminare anche le origini del tifo. Infatti gli studiosi sospettano che il tifo si sia originato nelle Americhe, e sarebbe poi stato introdotto in Europa tra il XVI e XVII secolo in seguito al ritorno dei conquistadores, provocando notevoli epidemie. I ricercatori stanno iniziando a cercare tracce del DNA del batterio che provoca il tifo all’interno dei pidocchi ritrovati sulle mummie. Se questa teoria venisse provata, il tifo verrebbe confermato come una malattia diffusa dal Nuovo al Vecchio mondo, e non viceversa – come è successo per esempio per il vaiolo. Infine, gli studiosi ipotizzano che sarà possibile scoprire molte più cose sulle migrazioni umane grazie allo studio dei pidocchi conservati sulle mummie. Infatti, mummie naturali ed artificiali si ritrovano praticamente in tutte le culture del pianeta, e così sarà possibile analizzare i parassiti preservati e legarli alla storia delle migrazioni umane ed alla diffusione della nostra specie sul pianeta.

Marco Signore