Se il bunga bunga si trasferisce a Monza

Le chiacchierate feste a casa di Silvio Berlusconi, che hanno dato il via alle indagini sul cosiddetto Rubygate? Secondo quanto riportato oggi da Il Fatto Quotidiano, non si sarebbero mai interrotte, ma soltanto spostate in un’altra residenza del Cavaliere. L’indiscrezione sarebbe emersa da alcune intercettazioni telefoniche, consultate dai pm di Genova per un’inchiesta completamente diversa. Dai nastri risulterebbe, infatti, che anche dopo lo scoppio dello scandalo del Rubygate, l’impresario dei vip, Lele Mora (accusato di aver indotto molte ragazze a prostituirsi), si sarebbe dato da fare per “reclutare” giovani donne da invitare a villa Gernetto, a Monza.

Da Genova a Milano – A fornire informazioni interessanti, capaci di rafforzare la tesi finora sostenuta dall’accusa, potrebbero intervenire adesso alcuni dati investigativi raccolti nel corso di un’inchiesta completamente differente da quella del Rubygate. Stando a quanto riportato oggi da Gianni Barbacetto e Ferruccio Sansa su Il Fatto Quotidiano, infatti, la Procura di Genova – impegnata in un’indagine relativa a presunti brogli fiscali legati all’affitto di mega yacht (in cui sarebbe coinvolto l’imprenditore Flavio Briatore) – sarebbe venuta in possesso di alcune registrazioni telefoniche scottanti.

Bunga bunga forever – Nelle conversazioni, intercorse tra molti personaggi famosi, si parlerebbe tra l’altro del “siluramento” di Mauro Masi dalla direzione generale della Rai, dei problemi di Silvio Berlusconi (denunciati in tempi non sospetti dall’ex consorte, Veronica Lario) e del proseguimento dell’attività svolta da Lele Mora a “beneficio” del Cavaliere. Stando a quanto finora trapelato, insomma, i famosi ricevimenti a base di bunga bunga, con giovani donne reclutate per rendere più gradevoli le cene (e presumibilmente anche i dopo cena) del premier, non si sarebbero interrotti con lo scoppio dello scandalo. Ma soltanto trasferiti in un’altra residenza di Silvio Berlusconi: villa Gernetto a Monza.

Maria Saporito