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Batterio killer in un salame italiano, è psicosi

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Un salame italiano contaminato. La presenza di un batterio di Escherichia coli produttore di tossine è stata segnalata in Austria su un salame di cervo prodotto in Italia, sul quale si sta procedendo ad effettuare le necessarie indagini. È quanto informa il ministero della Salute in un nota, precisando comunque che “qualsiasi correlazione con l’epidemia nella zona di Amburgo è comunque altamente improbabile sia per la tipologia del prodotto, sia per la zona di provenienza”. Ma gli esperti italiani sostengono che esista una probabilità su un miliardo che questo salume sia la causa scatenante dell’epidemia tedesca.

Psicosi anche in Italia. Parla di “disinformazione” e “speculazione” il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, in merito alla crisi provocata dal batterio killer che sta schiacciando l’agricoltura locale. Dopo il gesto di Franco Manzato, assessore all’agricoltura del Veneto, che per dimostrare la sicurezza dei prodotti veneti ha mangiato un piatto di cetrioli al Mercato Agro Alimentare di Padova, il governatore Zaia sarà uno dei protagonisti dell’iniziativa organizzata all’azienda agricola Barzan, a Treviso, per sostenere la qualità delle verdure italiane e venete. <!– –> Si tratta di prodotti che sono stati ingiustamente travolti dalla psicosi generata in tutta Europa dal batterio killer di Escherichia coli. Il ministro Ferruccio Fazio non vuole creare allarmismi ingiustificati. «Ogni anno ci sono 80 mila casi di salmonellosi e nessuno ne parla – dice Fabrizio Pregliasco, virologo esperto – L’igiene è la prima cosa da adottare per evitare i contagi».  «È necessario essere cauti ma senza farsi prendere dal panico. Il batterio che sta spaventando l’Europa è certamente pericoloso, ma ci si può tutelare adottando alcuni comportamenti precisi. L’igiene rappresenta lo strumento principale per interrompere la trasmissione di una malattia infettiva, come dimostrato da migliaia di pubblicazioni scientifiche».

Allerta anche negli Usa. Fino ad ora le vittime sono 18 e migliaia di infettati. Due casi di contagio sono stati riscontrati anche nel Tirolo austriaco; si tratta di un ragazzo del Tirolo Inferiore e di una donna tedesca in vacanza nella parte orientale della regione austriaca. Quest’ultima, proveniente dalla Germania del Nord, è stata infettata da una forma particolarmente aggressiva del batterio. Anche gli Stati Uniti hanno iniziato a ispezionare tutti i cetrioli, la lattuga e i pomodori di importazione dalla Germania e dalla Spagna per far fronte all’epidemia. I casi sospetti individuati dalle autotità americane sono finora sei. Lo ha reso noto il direttore delle operazioni regionali della Food and Drug Administration, David Elder. “Come misura precauzionale – ha affermato – la Fda ha avviato i controlli sull’import”. “Ogni prodotto contaminato – ha aggiunto – verrà respinto dal Paese”.

Adriana Ruggeri

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