Fisco, la Cgia contesta i dati del tavolo fiscale

“L’analisi dello studio presentato ieri sull’evasione Irpef è stata effettuata sulla base di un’indagine campionaria e di conseguenza può essere opinabile. Sono state prese in considerazione circa 8.000 famiglie distribuite su tutto il territorio nazionale e non sempre, molto probabilmente, a rispondere sono stati i titolari di reddito. Insomma, i risultati sull’evasione dell’Irpef presenti nel ‘Rapporto sul tavolo fiscale sull’economia non osservata’, rappresentano solo una percezione dell’evasione, un risultato obbiettivamente poco attendibile”. Questo il commento a caldo rilasciato da Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia di Mestre, dei risultati sull’evasione presentati al ‘Tavolo fiscale’ dopo aver analizzato le note metodologiche dell’indagine campionaria realizzata per lo studio.

I dati del Mezzogiorno. “Senza voler dar luogo ad una polemica inutile con il Mezzogiorno – ha sottolineato Borolussi – come si fa a dire che nel Centro Nord si evade più che al Sud? Ogni qual volta l’infedeltà fiscale si può misurare concretamente, i dati ci dicono che nel Mezzogiorno l’evasione presenta valori più che doppi rispetto al resto del Paese. Alcuni esempi? I dati Istat sul lavoro irregolare, l’evasione del canone Rai, l’evasione del bollo auto, i giudizi di responsabilità amministrativa presentati dalla Corte dei Conti, le statistiche dell’Agenzia del Territorio sul numero delle case fantasma o i dati relativi agli affitti in nero. Senza contare i risultati presentati recentemente dall’Agenzia delle Entrate che ha stimato una evasione minima di imposta pari al 11% circa per le principali province del Centro Nord, mentre si attesta attorno al 66% per le realtà del profondo Sud, come Caserta, Salerno, Cosenza, Reggio Calabria e Messina”.

Gli autonomi. Altra osservazione avanzata dal segretario dell’associazione artigiana mestrina riguarda i dati della presunta evasione del 56% del reddito riferibile agli autonomi. “Se la percentuale di reddito evaso dagli autonomi fosse questa l’evasione di imposta a carico di questa categoria si attesterebbe attorno ai 9 miliardi di euro. Praticamente nulla, visto che l’ammontare complessivo dell’evasione di imposta stimato dall’Istat è attorno ai 100 miliardi di euro”.

Marco Notari