La Biennale Arte di Venezia apre al pubblico. Tra i padiglioni nazionali grande interesse per l’installazione di Mike Nelson

Due ore di attesa per visitare la nuova creazione di Mike Nelson – La 54esima Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia apre le sue porte al pubblico dopo una tre giorni dedicata alla stampa e ai numerosi invitati, vip e artisti.

Tra polemiche, feste esclusive, mezzi di trasporto affollati e temperature estive questa edizione sembra aver già catturato l’attenzione mediatica e del pubblico. Il discusso Padiglione Italia curato da Vittorio Sgarbi è così pieno di opere e installazioni che da solo avrebbe riempito gli ampi spazi dell’Arsenale e le mostre inaugurate in contemporanea con la Biennale sono numerose e quasi tutte meritevoli di attenzione. Un’offerta talmente ricca che obbliga i visitatori a rimanere a Venezia almeno un paio di giorni, se non di più, mantenendo la consapevolezza che non sarà comunque possibile riuscire a vedere tutto se non si è disposti a soggiornare in laguna almeno una settimana.

Nella tre giorni di anteprima si è assistito ad un grande numero di code al di fuori dei padiglioni nazionali negli spazi dei Giardini. Tempi di attesa che variavano dai 10-15 minuti fino alle 2-3 ore di fronte al Padiglione Britannico. La Gran Bretagna si è affidata a Mike Nelson per conquistare i visitatori. Nelson ha creato un’installazione, I, Impostor, concepita e creata espressamente per la Biennale di Venezia basandosi su un’opera realizzata otto anni fa per la Biennale di Instabul.
Entrando nel Padiglione Britannico il visitatore si ritrova in una altro spazio: stanze in disuso, corridoi, tavoli di lavoro abbandonati, fotografie appese per essere sviluppate, passaggi stretti, porte chiuse, corde e soffitti bassi. Un’installazione complessa ed articolata che è stata realizzata con grande importanza ad ogni dttaglio. Il risultato è un viaggio in una realtà distante dalle atmosfere colorate e rilassate degli spazi dei Giardini, una pausa di riflessione e meditazione sulla società e ciò che rimane al termine di una vita o quando si abbandona la propria casa o il posto di lavoro.

Mike Nelson ha ottenuto già molti riconoscimenti internazionali grazie alle sue installazioni e opere d’arte, tra cui il premio Paul Hamlyn ricevuto nel 2001, e Coral Reef (la sua installazione di larga scala greata per la Matt’s Gallery di Londra nel 2000) è attualmente esposta alla Tate Britain di Londra che l’ha acquistata nel 2008.

Beatrice Pagan

Crediti immagini:
Mike Nelson: I, IMPOSTOR (2011) Installation, British Pavilion; Venice Biennale 2011. Photo by Cristiano Corte