Lady Gaga censurata in Libano: offende la cristianità

Nel bene o nel male, sempre al centro della scena. Lady Gaga ed il suo ultimo album fresco fresco d’uscita, Born this way, sono arrivati in cima alle classifiche di 21 paesi in tutto il mondo. Sembrerebbe che anche stavolta Stefani Joanne Angelina Germanotta abbia colto nel segno, convincendo tutti. O quasi. L’album della cantante newyorkese, infatti, non sarà venduto in Libano. La notizia è stata riferita dal quotidiano britannico The Sun, su cui viene spiegato che le copie di Born this way sono effettivamente state distribuite in Libano ma che le autorità le hanno sequestrate perché il loro contenuto sarebbe “offensivo nei confronti della cristianità“. Di certo non è la prima volta che Gaga si ritrova a dover rispondere di accuse di questo tipo. Proprio in Libano, tra l’altro, il suo ultimo singolo Judas è stato escluso da tutte le selezioni radiofoniche locali. Niente da fare. L’Autorità di Sicurezza Generale libanese non ha digerito per niente l’omaggio che la cantante di Poker Face indirizza al traditore per eccellenza, Giuda, cantando un insulto diretto ai cristiani e alla cristianità.

Probabilmente questa del Libano è l’unica nota un po’ stonata in occasione dell’uscita di Born this way, che nella sola prima settimana è riuscito a vendere più di 1 milione di copie, portando la cantante a superare tutti i suoi più illustri colleghi nelle classifiche di vendita mondiale. Anche stavolta si tratta, per Lady Gaga, di un’uscita col botto, che le ha reso possibile confrontarsi con altre precedenti uscite da record. Nel 2005 50 Cent con The massacre toccò quota 1.140.000 copie, mentre lo scorso novembre Taylor Swift con Speak now è partita anche lei in discesa, vendendo 1.010.000 copie. Negli Usa Gaga si è imposta con 1.110.000 copie solo nella prima settimana. Nonostante il successo del disco che sta impazzando un po’ ovunque, quindi, almeno per ora la cantante dovrà accontentarsi di non sbarcare in terra libanese, dove i suoi eccessi tanto amati dal suo pubblico qui proprio non sono tollerati.

Andrea Camillo