Negli Stati Uniti boom di iscritti ai corsi universitari di lingua italiana

L’italiano diventa sempre più diffuso negli Stati Uniti: a confermarlo, il moltiplicarsi di corsi dedicati alla lingua di Dante che, secondo la Modern Language Association (Mla) – l’organizzazione per lo studio e l’apprendimento delle lingue straniere, ha registrato, nell’ultimo anno, un notevole incremento. Nel 2009 gli iscritti universitari alle classi di italiano in tutti gli States erano 80.752, il 3% in più rispetto agli iscritti del 2006. Se poi si va indietro fino al 1998, si scopre che l’italiano ha guadagnato ad oggi il 63% in più di iscritti, diversamente da quanto è accaduto ad altre lingue europee.
«Spagnolo, francese e tedesco – ha osservato, infatti, la Mla – continuano a guadagnare iscritti ma, complessivamente, crescono più lentamente di altre lingue».

A favorire questo trend più che positivo del nostro idioma, il recente “upgrade” dell’italiano a materia di “serie A” nei licei Usa. La crescita delle iscrizioni e l’influenza esercitata da istituzioni e organizzazioni italo-americane, hanno, infatti, spinto il College Board, l’organismo che coordina le attività di quasi seimila tra scuole e college americani, a reintrodurre dal prossimo anno la lingua italiana nell’Advanced Programm, ovvero tra quei corsi delle scuole superiori che garantiscono crediti formativi validi a livello universitario.
«Nel solo distretto della Capitale americana – si legge in una nota dell’Ambasciata italiana a Washington – il numero di iscrizioni ai corsi di italiano nelle scuole medie e superiori in partenza a settembre è raddoppiato rispetto a quello dell’anno scolastico che si sta per chiudere».
«Plaudo a questa tendenza anche se non me la sento di dare giudizi affrettati – ha dichiarato il linguista e filologo Luca Serianni -. Bisognerà vedere bene i numeri e il grado di conoscenza cui si arriverà. Spesso in molte università, anche prestigiose, degli Stati Uniti – ha proseguito il docente di Storia della lingua italiana alla Sapienza di Roma – i corsi di italiano non si focalizzano tanto sull’idioma quanto sulla cultura, una cosa certamente meritevole e positiva ma diversa dallo studio vero e proprio della lingua».

Valentina De Simone