RED: NUOVA EDIZIONE e RED SPECIAL

A distanza di un anno dall’uscita nelle sala americane, anche in Italia RED vede la luce. Ciò di cui parliamo però è il fumetto omonimo originario ed ispiratore, ideato e scenggiato da Warren Ellis e disegnato da Cully Hamner. Ma RED: NUOVA EDIZIONE (Magic Press, 120 pagine, 17X26, B., Col. Euro 11,00) non si ferma a questo. Infatti la Magic Press riunisce in unico volume anche il prequel realizzato dal disegnatore senza Warren Ellis. RED è un fumetto nato come miniserie uscita in tre volumi tra il 2003 e il 2004, che racconta di un ex agente CIA ormai in pensione, che vive costanti incubi riguardo quel che è stato il suo, ormai passato, lavoro di spia-cecchino. Invece in RED solo per i tuoi occhi vengono tralasciati gli aspetti più splatter e sfrontati affrontati nell’originale, per dare risalto all’ingenuità di un’agente che crede ancora nella sua libertà di azione nell’agenzia della CIA (così come presentata nel fumetto) meno propensa alla ragionevolezza.

Warren Ellis è conosciuto dai più come giornalista nonché autore televisivo britannico e scrittore di fumetti affermato sia nel mondo Marvel (Wolverine, Astonishing X-Men) che Wildstorm (RED per l’appunto), poi DC ha dato vita insieme a Cully Hamner ad un breve ma intenso thriller a forti tinte pulp, atto a sfamare le bocche asciutte di tutti gli appassionati di John Woo. Di tutt’altra lega e fortemente pleonastico invece l’albo RED SPECIAL (Magic Press, 96 pagine, 17X26, B., Col. Euro 10,00). L’opera è sviluppata dagli sceneggiatori di Red (il film) Jon Hoeber e Erich Hoeber ed ha come protagonisti gli stessi personaggi del film: Frank, Joe, Marvin e Victoria, gli ultimi tre introdotti dagli ideatori dello script e non presenti nel fumetto originale. Si articola in quattro storie indipendenti ed autoconclusive per ciascun personaggio. Ad ognuna è associato uno scenggiatore diverso mentre l’ideatori della storia sono sempre gli stessi due fratelli. Il senso è quello di spiegare cosa essi sono stati prima del film, una sorta di nota al film stesso. Un buon esercizio di stile abbastanza fine a stesso, disegni molto “DCiani” se mi si passa il termine.

Antonio Lilli