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Udc e Fli rispondono picche a Scajola: Mai più col Pdl

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Invito rispedito al mittente. Sembra non riscuotere molto successo presso Udc e Fli l’appello dell’ex ministro Scajola, che in un una intervista a ‘la Repubblica’ ha invitato tutti i moderati e i ‘terzopolisti’ a costruire una “casa che riunisca tutti quelli che in questi anni si sono allontanati e che punti all’unità con chi oggi siede sui nostri stessi banchi al Parlamento europeo”. E se nel partito di Fini ‘falchi’ e ‘colombe’ si spaccano per l’ennesima volta sulla questione, dall’Udc arriva un secco ‘no’ alla proposta di Scajola.

L’ironia di Carra (Udc): Chi pagherà la casa? “Scajola invita il Pdl a lavorare per ‘una casa che riunisca tutti quelli che in questi anni si sono allontanati e che punti all’unità con chi oggi siede sui nostri stessi banchi al Parlamento europeo’. Un buon proposito, onorevole Scajola. A patto di sapere però chi pagherà la casa. Perché noi dell’Udc in case pagate da ignoti non vogliamo abitarci“. E’ questo l’ironico commento che campeggia sul blog del centrista Enzo Carra.


Urso, voce fuori dal coro in Fli. Nessun entusiasmo per l’invito di Scajola neppure all’interno di Futuro e Libertà, con l’eccezione però di Adolfo Urso che mostra invece di apprezzare il progetto. “Scajola – dichiara Urso – ha ragione ma la ricomposizione passa anche attraverso il rinnovamento”. La ‘colomba’ finiana ricorda che la sua associazione ‘Fareitalia‘ “si ripromette di contribuire alla ricomposizione delle diverse aree che fanno riferimento al comune partito popolare europeo. Obiettivo necessario ma non sufficiente per rispondere alle esigenze di cambiamento o di governabilità che il Paese reclama”. “Ci vuole anche il rinnovamento e ci vogliono soprattutto le riforme – avverte Urso – questa è la strada per riunire Pdl, Udc e anche Fli. Bene ha fatto Scajola a dire con coraggio quelli che in molti pensano, ora costruiamo un percorso comune“.
I ‘falchi’: Abbiamo ben altre prospettive. Compatto e secco è il ‘no’ che giunge dall’ala oltranzista di Fli. Secondo Italo Bocchino, Scajola dà  “ragione a Fini senza ammetterlo” e “dice quello che noi abbiamo detto con largo anticipio. Fu Fini infatti che nella famosa Direzione del Pdl, quella del dito puntato, disse che il Pdl appiattito sulla Lega non andava da nessuna parte; fu Fini che a Bastia Umbra disse che bisognava allargare la maggioranza di governo recuperando il rapporto con l’Udc; è stato ancora Fini a sottolineare che il partito aveva bisogno di un colpo d’ala all’insegna della partecipazione e della democrazia interna. Ora – continua il braccio destro del presidente della Camera – tutti dicono le stesse cose. La verità è che se il Pdl perde l’area nazionale rappresentata da Fini e quella moderata rappresentata da Casini diventa minoranza. Berlusconi si era convinto di essere l’interprete dell’area moderata, invece ne è stato il federatore, il collante e ha sottovalutato le rotture avvenute con i due. Rompendo con uno dei due ha continuato a vincere, ma rompendo con tutti e due diventa minoritario”. A Bocchino fa eco Fabio Granata, secondo il quale “Futuro e libertà sta costruendo il movimento del patriottismo repubblicano con gli alleati del Polo per l’Italia: non può essere un’operazione di facciata come quella di Alfano a farci cambiare idea”. “Siamo in una fase politica nuova – spiega Granata –  e il centrodestra berlusconiano non vedrà mai un nostro ritorno all’ovile, proprio ora che è in minoranza in Italia. Se ne facciano tutti una ragione. Futuro e Libertà – conclude l’alto esponente finiano – è nato con ben altre prospettive“.

R. E.

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