Alla Biennale d’Arte di Venezia i “Teoremi figurativi” di Gino De Dominicis

Gino De Dominicis sbarca in Laguna con i suoi “Teoremi figurativi” per ripercorrere una straordinaria carriera artistica alla 54esima Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia. Una rassegna speciale che, inserendosi nell’ambito delle iniziative previste per la celebrazione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, sarà presente nella Galleria Giorgio Franchetti alla Ca’ d’Oro dal 5 giugno al 30 settembre.
Un percorso espositivo unico, curato da Vittorio Sgarbi, grazie al sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e della Soprintendenza veneziana, che con circa 46 opere della prestigiosa collezione Koelliker ripercorrere un trentennio di attività di De Dominicis (1947-1998), tra i protagonisti indiscussi dell’arte italiana, grazie anche alle geniali performance già esibite alla Biennale nel 1972.
Figura tra le più emblematiche e controverse del panorama italiano del secondo dopoguerra, l’artista marchigiano, difficilmente inquadrabile in una precisa corrente artistica, ha sperimentato un’arte complessa ed enigmatica attraverso tecniche espressive differenti, tanto da definirsi pittore, scultore, architetto e filosofo. Ricercatore avulso alle convenzioni, indipendente da politiche, mode, bandiere e compromessi, pioniere libero e curioso, circondato da un certo alone di mistero, De Dominicis ha sempre cercato di separare il proprio lavoro dall’omologazione del mondo dell’arte, centellinando sia mostre che apparizioni pubbliche. Per sua scelta, infatti, non sono mai stati pubblicati cataloghi o libri sulla sua produzione, non attribuendo alla fotografia alcun valore documentario o pubblicitario per la propria opera.

La continua ricerca dell’immortalità, il superamento del caos e della gravità, il mistero della creazione, la bellezza umana, il demoniaco, le tradizioni occulte, i punti di vista multipli e le prospettive rovesciate, la nascita dell’universo, il senso ultimo e il significato stesso della materia e dell’esistenza delle cose: questi alcuni dei temi chiave che hanno accompagnato De Dominicis in questi trenta anni di attività artistica e che ritroviamo nell’esposizione veneziana. Un’iniziativa complessa e ambiziosa, riconosciuta a livello istituzionale, sostenuta dalla Direzione generale per il paesaggio, le belle arti, l’architettura e l’arte contemporanee e resa possibile dalla Soprintendenza per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Venezia e Comuni della Gronda lagunare.

Valentina De Simone