Elezioni in Portogallo, centrodestra favorito: dovrà gestire la crisi

Portogallo al volo. Dopo le dimissioni dell’ex premier socialista José Sócrates, avvenute lo scorso marzo in seguito alla bocciatura da parte del Parlamento di un piano di tagli economici, i cittadini portoghesi sono adesso chiamati a votare in questa tornata di elezioni anticipate per decidere il nuovo primo ministro lusitano. Nettamente caldeggiato un successo del conservatore Pedro Passos Coelho, leader del Partito Social Democratico (PSD), a scapito del primo ministro uscente José Sócrates del Partito Socialista (PS) e dell’ultraconservatore Paulo Portas, del Centro democratico sociale (CDS). I sondaggi pre-elettorali vedono infatti il PSD in vantaggio con circa il 37% dei consensi, contro il 31% del PS e il 12% del CDS. Viste le percentuali, è probabile che Passos Coelho non riesca a ottenere la maggioranza ed è quindi auspicabile un’alleanza con gli ultraconservatori del CDS affinché sia possibile creare un governo stabile. Le urne si chiuderanno stasera alle 21, il risultato arriverà quindi entro questa notte.

Crisi e austerity. Il vincitore delle elezioni dovrà fare i conti con la crisi sempre più incalzante in Portogallo. Infatti, lo scorso aprile i tre principali partiti politici del Paese avevano firmato un accordo con il Fondo Monetario Internazionale, la Commissione Europea e la Banca Centrale Europea che prevedeva lo stanziamento 78 miliardi di euro per finanziare un piano di salvataggio triennale. Il Portogallo, dal canto suo, si sarebbe impegnato a emanare un rigido piano di austerity economica che includeva un incremento delle tasse, il congelamento di pensione e stipendi e i tagli agli assegni di disoccupazione. L’obiettivo di questa manovra era, infatti, di ridurre il debito pubblico, compiere numerose privatizzazioni in vari settori dell’economia e ridurre la disoccupazione, che è attualmente ferma al 12%. Il nuovo premier dovrà quindi fare i conti con le enormi difficoltà del Paese e cercare in tutti i modi di incoraggiare una ripresa. Un compito arduo, tuttavia Passos Coelho, a discapito dell’avversario socialista da più parti accusato di aver portato il Paese alla bancarotta, ha già le idee chiare: si impegnerà infatti a tagliare primariamente tutti gli sprechi pubblici.

Emanuele Ballacci