Flippaut Dance Reload: i Chemical Brothers accendono Milano

Flippaut Milano Chemical Brothers: Mancava alla città di Milano un festival dance di grandi proporzioni. Il vento che ha spazzato la città, sul piano politico, pare quasi parallelamente portare nuove esperienze musicali e non nel capoluogo lombardo. La città meneghina godrà quest’estate di molteplici esibizioni di spicco, dal Milano Jazzin Festival passando per una serie di importanti concerti presso il nuovo polo fieristico di Rho dove ieri sera il Flippaut Dance Reload ha richiamato migliaia di giovani.

Chemical Brothers: protagonisti assoluti della serata, ormai da anni primi attori della scena dance mondiale. Ma non solo loro. Ad alternarsi sui due palchi allestiti per l’occasione Albertino, Alexis Taylor, Tyler Noze, Goldie, Loco Dice, Derrick May, Pink is Punk.
Il pubblico, che giunge alla spicciolata lungo tutta la serata, è tutto per i “Fratelli chimici”, il resto diventa un corollario, una sorta di trampolino di lancio verso la loro esibizione.

Visual: un’ora e mezza circa per Tom Rowlands e Ed Simons, saliti sul palco principale attorno alle dieci. Il cielo carico di nubi risparmia al pubblico una dance “bagnata” e guardandosi attorno ci si accorge di come il set più atteso sia davvero iniziato. Quasi tutte le hits del duo vengono spinte dal potente impianto: “Do it again”, “Galvanize”, “Setting sun”, “Hey Boy hey girls” e “Out of control”. E lo spettacolo viene reso ancor più coinvolgente dalle animazioni video proiettate alle spalle dei Chemical Brothers: cavalli costruiti come origami che prendono vita, inquietanti visi di clown, fasci di luce potentissimi oltre ad una sorta di immenso lampadario che scende dall’alto fino a racchiudere i due dj.
Vero delirio fra i giovani accorsi, qualcuno è accasciato, sdraiato ma è evidente che tale stato non derivi da noia.

Musica elettronica in Italia: soddisfatto, ma con riserva, Claudio Trotta, numero uno di Barley Arts ed organizzatore del Flippaut: «Il nostro è un Paese difficile, per questo genere di manifestazioni. L’entusiasmo degli artisti che hanno preso parte a questa edizione, tuttavia, ci da molta fiducia per continuare: la musica elettronica è ancora una nicchia, e la cosa che dobbiamo riuscire a fare è comunicare al pubblico, oltre alla validità della manifestazione in se, anche la comodità e la sicurezza del posto che la ospita, raggiungibile agevolmente anche da chi viene da fuori città. Quest’anno abbiamo optato per la formula ‘main stage – second stage’, l’anno prossimo cercheremo di fare di più, ampliando l’offerta e le infrastrutture».

Pier Luigi Balzarini