Grecia, il crack si allontana: ok ai nuovi aiuti dall’Europa

Dopo due settimane di studio dei conti ellenici, la ‘trojka’ formata da Commissione Ue, Bce e Fmi ha dato il nulla osta al versamento della quinta rata del prestito (12 miliardi di euro) al Governo greco a patto che questo spinga in modo sostanziale e con rigore al risanamento.
Ma non basta. Dal canto suo, l’esecutivo di Papandreou si è impegnato a dar vita ad un’agenzia indipendente cui toccherà guidare le privatizzazioni con le quali si mira ad incassare una grossa fetta della liquidità necessaria a ‘tappare’ i buchi nel debito sovrano. Atene, infatti, ha messo sul piatto misure di risanamento supplementari per quasi 80 miliardi di euro fino al 2015, tra privatizzazioni, che dovrebbero fruttare 50 miliardi entro il 2015, ed economie rafforzate di cui 6,8 miliardi nel 2011 e 22 miliardi entro il 2015. La Commissione europea, inoltre, è pronta a rafforzare l’assistenza tecnica alla Grecia sul fronte fisco e privatizzazioni, come ribadito dal commissario Ue Olli Rehn, per il quale “gli ultimi impegni della Grecia sono essenziali per creare le condizioni per una crescita sostenibile”.

Il settore privato. L’ultima condizione per recuperare 50 miliardi entro il 2015, infatti, rimarcata ieri dal presidente dell’Eurogruppo Jean-Claude Juncker, “sarà il coinvolgimento del settore privato” nella riorganizzazione del debito nazionale. All’agenzia per le privatizzazioni toccherà tranquillizzare le capitali amiche e garantire la serietà del processo, in modo che l’intervento dei privati completi la ‘bonifica’ dei conti pubblici.

Mai fuori dall’Ue. “È ovvio che Atene non uscirà dall’eurozona”, ha dichiarato Juncker, anche se il Governo non riesca a portare il suo Paese sulla buona strada. Per la ‘trojka’ “la Grecia ha compiuto considerevoli progressi nel suo cammino per il consolidamento del debito, ma questo non toglie che occorra in salto di qualità nella manovra correttiva e nelle riforme”.

La manovra. Dalla ‘trojka’ fanno sapere che “la prossima rata sarà probabilmente disponibile ai primi di luglio” e che le “discussioni sulle modalità di finanziamento dovranno essere condotte nelle prossime settimane”, anche se Papandreou ricorda che senza questi soldi non sarà in grado di fronteggiare i propri impegni dalla metà del prossimo mese.
Per i dettagli, dunque, se ne parlerà fra due settimane nella riunione dei ministri economici Ue. Fonti di stampa greche parlano di un nuovo piano di salvataggio da 60-85 miliardi per tre anni, fino a metà 2014, che dovrebbe consentire ad Atene di rinnovare i bond in scadenza nel biennio 2012-2013, pari rispettivamente a 26,7 e 37,9 miliardi, senza dover accedere al mercato come previsto dal piano del maggio 2010.
“Ci saranno ancora sacrifici per i greci”, ha detto Papandreou. “I mercati restano scettici e per questo stiamo discutendo un sostegno finanziario aggiuntivo”. ”Il Governo greco si è impegnato a un ambizioso piano di bilancio di medio termine”, commentano dalla ‘trojka’. “La liquidità della Grecia rimane scarsa ma sono in campo politiche che assicurino che sia adeguata al sistema bancario”. Nella nota la ‘trojka’ aggiunge di “aspettarsi una stabilizzazione dell’economia attorno alla fine dell’anno”.

Marco Notari