Il mito di Chanel incarnato da Amelie

Il mito di Chanel incarnato da Amelie. Il mito di Chanel icona e simbolo di stile, personalità e moda rivivrà questa sera 5 giugno, ogni domenica su Rete 4 e Coco Chanel avrà il volto di Audrey “Amilie” Tautou

Coco Avant Chanel – Questa sera, in prima serata, andrà in onda il film biografico “Coco Avant Chanel, L’amore prima del mito”. Gabrielle e la sorella (che da adulta ha il volto della belga Marie Gillain) sono giovanissime quando vengono abbandonate dal padre e crescono in un orfanotrofio. La piccola la dentro ha imparato l’arte del cucire. Di giorno è impiegata come sartina in un negozio di stoffe lontano da Parigi e di notte canta canzonette stonate per soldati ebbri. L’incontro con il nobile e dissoluto Étienne Balsan, (Benoit Poelvoorde) col vizio dei cavalli, introduce Coco in un altro mondo. Insofferente alla vita edonistica e determinata a conquistare il suo posto nel mondo, troverà ispirazione nell’amore per Boy Capel(Alessandro Nivola) un gentiluomo inglese che corrisponde il suo sentimento, intuisce la sua grazia naturale e asseconda le sue inclinazioni.

Anne Fontaine – La regista Anne Fontaine, gira un film che finge di guardare al melodramma e al biopic, dirigendosi invece altrove. Collocando Coco avant Chanel con precisione storica, l’autrice punta a svelare le complesse dinamiche e rutilanti che presiedono alla relazione fra l’universo nobiliare, quello borghese e quello proletario nella Francia del Primo Novecento: i tre mondi trovano una perfetta ed esatta dislocazione nei teatri e nelle tribune degli ippodromi, lungo i corridoi e le scale della villa Balsan in cui si svolge la storia e la vita di Gabrielle. Ad abbattere l’agonia di una sovranità arcaica provvede una donna dotata di intelligenza e cultura, che punta sul fashion design fino ad innalzarlo a strumento di potere e di emancipazione, colpendo con eleganza e sobrietà l’ordine sociopolitico maschile. Audrey Tautou crea una sintesi armoniosa che fa della sua Coco un personaggio charmant. Lei, figlia di un padre che le ha avvelenato l’infanzia dimenticandola, riempie con la sua fantasia e coi suoi cappellini i vuoti, trasformando il suo destino con la caparbietà di chi vuole un posto nel mondo senza rinunciare alla sua visione e ai tratti fondamentali della sua personalità. Coco Chanel, secondo Anne Fontaine, è una reazione creativa e attiva a una vita che poteva essere triste e ingrata. Coco ha “spogliato” la donna dai condizionamenti culturali, che la immobilizzavano in una recita frivola, invitandola a dire qualcosa di suo anche attraverso ciò che indossa.

Maria Luisa L. Fortuna